Resistere o desistere. Il grande dilemma degli organizzatori

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Resistere, rimandare o annullare? In questi mesi abbiamo visto tre distinti modi di interpretare una Gran Fondo amatoriale durante la situazione di emergenza che stiamo attraversando. A quicicloturismo.it, abbiamo sentito tanti organizzatori. Molti ottimisti e speranzosi, altri più rassegnati. L’idea che il fine principale di una Gran Fondo sia il clima di festa e di amicizia come massima espressione del ciclismo mette tutti d’accordo. Ma almeno nel 2021, dovremmo dimenticarci tutto questo perché mascherine e distanziamento continueranno a farci compagnia ancora per molto tempo.

Molti, anzi, quasi tutti non si sarebbero mai immaginati dopo un anno, di essere ancora al punto di partenza e molte realtà sia grandi che piccole non hanno visto alcuna soluzione, se non annullare la propria edizione anche nel 2021. Altri che frettolosamente avevano riprogrammato per questa primavera già mesi fa, si sono trovati costretti a posticipare la propria gara, creando un caos di concomitanze dove molti atleti si ritroveranno nella stessa domenica di settembre e ottobre, più eventi già pagati ormai due anni fa. Infine ci sono gli irriducibili che provano ancora, nonostante tutto a tenere duro. Ma chi ha ragione?

I discorsi filano tutti. Chi ci prova, ha una voglia matta dettata dalla passione, di provare ad andare avanti. I più pessimisti invece ne fanno un discorso etico e morale. Difficile dare giudizi, perché il ruolo dell’organizzatore, oltre a essere zeppo di responsabilità legali, è anche zeppo di responsabilità economiche.

Massimo Bardi della GF del Capitano in programma a giugno 2021, ha annullato preventivamente l’evento già a febbraio. I motivi sono stati legati a una motivazione soprattutto etica nei confronti dei tanti volontari senza lavoro, o con lavoro precario da un anno. Altri invece come Filippo Magnani della GF Squali Trek sono sempre stati fiduciosi e tutt’ora puntano a organizzare regolarmente la propria Gran Fondo.

Gli eventi sono fattibili

GF Città di Loano e GF Garda Bottecchia, sono stati i primi grandi eventi organizzati nel 2021. In entrambi i casi, ostacoli legati al rispetto delle normative non ci sono stati. Semmai c’è stato un sostanziale calo delle iscrizioni, ma tutto sommato, da entrambe le parti questa era una cosa già messa in conto. La FCI e gli enti della Consulta grazie al famoso elenco di gare di interesse nazionale riconosciute dal CONI, sono venute molto incontro agli organizzatori di eventi ciclistici che, rispetto altri sport, hanno avuto sicuramente più libertà di movimento. Lo stesso Emiliano Borgna, vicepresidente di ACSI ciclismo era uno dei più fiduciosi del settore. Tuttavia le paure e le responsabilità, hanno al momento il sopravvento sull’ottimismo.

Una normalità che non arriverà a breve

Nonostante questa assodata situazione, molti eventi si spostano di qualche mese sperando che la situazione migliori radicalmente. Abbiamo però imparato sulla nostra pelle, che la situazione si risolverà tutt’altro che brevemente, anche con le campagne vaccinali a pieni regimi. I protocolli di sicurezza rimarranno e gli eventi da qui fino almeno ad un altro anno, si dovranno adattare. Bisogna quindi scordarsi nell’immediato un ritorno a quelle domeniche spensierate passate a pedalare ed abbracciarci. E chi si adatterà per primo sicuramente ne raccoglierà prima i risultati.