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martedì, Settembre 22, 2026

Il 2026 di Omar Di Felice: da Machu Picchu fino alla Patagonia

Omar Di Felice
Omar Di Felice si prepara alla sua avventura del 2026: pedalerà da Machu Picchu fino a Punta Arenas in sella alla sua Giant (foto Marta Baffi)
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Il 2026 di Omar Di Felice si apre con una nuova, lunghissima, avventura in Sud America. Dopo un 2025 caratterizzato dalla traversata dell’Himalaya tra le regioni montuose di Bhutan, India, Nepal e Tibet, il successo alla Monaco di Baviera Classic ma anche il grave incidente alla Maratona delle Dolomiti (leggi qui cosa è successo), con la frattura di alcune vertebre cervicali, e il recupero con il rientro vittorioso, a fine stagione, all’Ultrabiking Sardinia, l’ultracycler romano riparte all’avventura.

Costretto a un inverno dedicato al completamento del recupero e con l’incertezza derivante dalla non conoscenza della tenuta fisica in una lunga avventura in solitaria, l’ultracycler romano ha scelto, per il suo rientro alle traversate, quello che, ad oggi, risulterebbe il percorso chilometricamente più lungo tra quelli mai affrontati sin qui.

The Great South America – La Ruta del Condor” sarà infatti l’attraversamento del Sud America, partendo dall’iconico sito di Machu Picchu (villaggio di Aguas Calientes), in Perù, e terminando, dopo oltre 7.100 chilometri e 51.000 metri di dislivello, a Punta Arenas. La traversata partirà ufficialmente martedì 17 febbraio per concludersi entro la fine di marzo. Le questioni organizzative legate alla logistica e agli spostamenti saranno gestite dal partner Avventure nel Mondo, da anni al fianco di Omar nelle lunghe traversate in giro per il mondo.

Dal Perù a Punta Arenas

Durante il viaggio, Di Felice attraverserà il Salar de Uyuni e le lagune boliviane, il Deserto di Atacama in Cile e tutta la Patagonia cilena ed argentina. La conclusione dell’avventura avverrà in un luogo dal forte valore simbolico, in quanto proprio da Punta Arenas partì, nel dicembre 2023, la sua spedizione in Antartide.

«Finalmente torno a fare ciò che amo maggiormente – spiega Omar Di Felice –: attraversare montagne, deserti e interi Paesi con la mia bicicletta, in solitaria, tentando di mettermi alla prova e di scoprire altre parti del mondo. Il 2025 è stato un anno particolare: da un lato grandi soddisfazioni e traguardi raggiunti, dall’altro il dolore e la paura causati dall’incidente, le energie spese per rientrare e anche il timore di non riuscire a tornare al 100 per cento. Ho superato l’impasse, ho ricominciato ad aprire le mappe, a lavorare alla pianificazione di ogni dettaglio e, infine, ho scelto di partire».

Ad aumentare la difficoltà, legata alla distanza e al dislivello, saranno la varietà delle condizioni climatiche e la diversità dei territori attraversati. Dopo la prima fase, che gli consentirà di svolgere un lavoro di acclimatamento preventivo tra Cuzco e Aguas Calientes, con le ascese ad alcune vette andine tra Perù e Bolivia, tra i 4.000 e i 5.000 metri, Di Felice inizierà l’attraversamento del Salar de Uyuni e delle lagune boliviane (tra cui la Laguna Colorada), prima dell’ingresso in Cile per affrontare il Deserto di Atacama.

La Ruta del Condor

Sceso di quota ed entrato in Argentina per gli ultimi oltre 3.000 chilometri, dovrà percorrere le distese infinite della Patagonia, battute dai fortissimi venti, una delle regioni più difficili da attraversare proprio a causa delle correnti che da sud rallentano la marcia di chiunque affronti questo avvincente viaggio verso “la fine del mondo”.

“Terminerò a Punta Arenas, piccolo villaggio all’estremità meridionale del Cile, laddove, a fine 2023, mi sono imbarcato per l’Antartide, vivendone il sogno e i momenti di attesa prima del lungo viaggio nell’ignoto e dove ho ritrovato la civiltà dopo aver vissuto 50 giorni in solitaria nel luogo più remoto ed estremo della Terra. Arrivarci in sella alla mia bicicletta, mosso solo dalle mie forze, mi regalerà nuove emozioni e un nuovo senso di connessione con il continente antartico”.

The Great South America – La Ruta del Condor” è la continuazione del progetto “Bike to Happiness – Road to 1.5°C”, con cui Omar si prefigge l’obiettivo di continuare a raccontare non solo in che modo la bicicletta possa aiutarci ad affrontare le sfide che la crisi climatica ci pone di fronte, ma anche quanto questa sia un vero e proprio veicolo verso la felicità, soprattutto in quelle zone del mondo in cui spostarsi è ancora un’attività complessa e critica.

Ecco l’equipaggiamento che utilizzerà

Il percorso di divulgazione e condivisione dei temi legati al progetto sarà di volta in volta declinato attraverso attività specifiche legate ai singoli brand. Con Giant ci saranno una serie di iniziative legate al percorso “A Trail to Zero”, che l’azienda ha già intrapreso per trasformare il ciclismo in una forza positiva per l’ambiente. Con Continental il percorso di racconto e sensibilizzazione sui temi della sicurezza stradale, sia verso gli utenti della strada sia tra i ragazzi e le ragazze degli istituti scolastici italiani. In questa avventura sarà inoltre affiancato da Allianz e Allianz Bank Financial Advisors, che lo accompagnano da anni attraverso l’iniziativa #AllianzLifeExplorer, fondata su valori condivisi come la determinazione, la perseveranza e la volontà di ispirare il cambiamento.

In questa traversata utilizzerà la bicicletta da gravel Giant, modello Revolt Adv Pro, con la novità del brand DT Swiss, nuovo partner per il comparto ruote (saranno utilizzate le GRC 1100 profilo 30 mm, con copertoni tubeless Continental Terra Hard Pack 700x50c), gruppo Shimano GRX 12V in configurazione doppia e sella San Marco Shortfit 3D.

Tutto nelle borse da bikepacking

Per portare con sé tutto l’equipaggiamento necessario, Di Felice utilizzerà un kit completo di borse da bikepacking Missgrape, all’interno delle quali troveranno posto anche il sacco a pelo e tutti gli accessori occorrenti, realizzati da Ferrino, tra cui la tenda Extreme 2. Capitolo abbigliamento: disporrà dei nuovissimi capi invernali di UYN, partner storico con cui continua il costante lavoro di sviluppo e test dei materiali. Il casco sarà il nuovissimo ABUS Taipan (specificamente progettato per il gravel), scarpe Shimano RX8 e occhiali Oakley.

L’azienda padovana Volchem fornirà gli integratori e i supporti per l’alimentazione, mentre per la parte di device elettronici Di Felice si servirà di Garmin Edge 1040 Solar ed Enduro 2, sempre al polso e sulla bicicletta per registrare tutti i parametri giornalieri. Tramite il dispositivo InReach Mini 2 sarà possibile seguire il viaggio in diretta sulla mappa live.

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