
A quasi 90 giorni dal tremendo incidente di Luglio, durante la Maratona dles Dolomites, Omar Di Felice è pronto a rientrare alle competizioni. Tre mesi dopo la brutta caduta (leggete qui la notizia) parteciperà alla Utrabiking Sardinia, competizione di ultracycling che chiude il calendario europeo su strada delle gare di ultra endurance.
Dopo aver rischiato conseguenze ben più gravi del lungo stop che lo ha visto fermo per oltre due mesi, con la frattura di due vertebre cervicali (C1 e C7) due dorsali (D1 e D5) oltre a forti contusioni e una emorragia cerebrale, Omar è pronto al rientro alle competizioni.
«La vita, ed il ciclismo sanno essere maledettamente meravigliosi e crudeli al tempo stesso. Pochi giorni fa su queste strade coglievo una delle mie vittorie più belle. Oggi l’incidente più spaventoso della mia carriera. Caduta a oltre 60 all’ora nella discesa del Gardena, finendo fuori strada e atterrando di testa. Santo casco, per avermi salvato, ma il verdetto è impietoso».
Queste erano state le prime parole di Omar subito dopo il ricovero e l’inizio del lungo percorso di stop e riabilitazione che lo vede tutt’ora impegnato per raggiungere il pieno recupero fisico. Recupero che, grazie al duro lavoro coadiuvato dall’equipe medica cui si è affidato, ha portato a una risalita in bicicletta in aticipo rispetto ai tempi preventivati inizialmente, seppur con tutte le cautele e le accortezze che un simile trauma richiede nella sua gestione (la frattura della prima vertebra cervicale è quella che ha destato da subito le preoccupazioni maggiori, visto il rischio di potenziali danni a livello midollare, scongiurati dopo le prime valutazioni che avevano fatto temere il peggio).
Un’avventura di 1.000 chilometri in autonomia
Il miglioramento delle ultime settimane, unite alla voglia di non chiudere una stagione che lo aveva visto sin qui raccogliere molte soddisfazioni (come la traversata invernale dell’Himalaya, dal Butan al Tibet e la vittoria alla Monaco Classic Ultracycling 1500 km) con il ricordo del grave infortunio, hanno convinto Omar a partecipare all’ultima gara del calendario europeo.
«Dal primo giorno in cui sono stato dimesso ho fatto il massimo di ciò che mi veniva consentito dai medici e non appena si è accesa la luce verde per la risalita in sella ho preso la mia bicicletta tornando a respirare l’aria sul viso, grato per questa seconda opportunità che la vita mi ha donato. In Sardegna andrò senza alcun tipo di ambizione, dovrò essere accorto e dare al mio fisico i giusti tempi di recupero. In accordo con i medici ed il mio coach, farò tutte le pause che il corpo mi chiederà: il mio unico obiettivo è riallacciare il filo con il mio mondo e le lunghe avventure in sella, se poi riuscissi a terminare tutta la gara concludendo i 1000 km entro il tempo massimo ne sarei felice».
La gara partirà da Alghero, Giovedì 9 Ottobre e porterà gli atleti in totale autonomia a dover completare un giro di 1000 chilometri e oltre 20 mila metri di dislivello. Sarà possibile seguire la gara grazie al sistema di live tracking che verrà pubblicato sui canali della competizione pochi giorni prima del via.













