Eccoci anche oggi con i nostri amici Sklerociclisti – Fabio Frascari, che scrive anche il diario di viaggio, Davide Ecchia e Sandro Passini – lungo la prima parte della Via della Seta, in direzione Istanbul.
Sklero Istanbul, giorno 7: Ilok-Belgrado. La frontiera è a nemmeno un chilometro dall’albergo. Il confine è il Danubio, il ponte una lunga “terra di nessuno” tra le guardiole dei doganieri che verificano, seri e imperturbabili o più probabilmente annoiati, i nostri passaporti. Il controllo mi sembra più che altro una formalità però aspetto l’ok con un po’ di ansia. È già la seconda volta che attraverso un confine presidiato (la prima pochi giorni fa decidendo di dormire a Brod in Bosnia tanto per il gusto di toccare un paese in più) e mi rimane sempre la curiosità di vedere “oltre” cosa c’è.

“Di là” in realtà è tutto quasi uguale “a di qua”. Per la verità notiamo subito una differenza: tutte le persone che incontriamo ci salutano. I bimbi soprattutto, ma anche le persone che stanno percorrendo in senso opposto l’argine del Danubio in bicicletta o in motorino. Ci saluta anche qualche automobilista! Oggi c’è il sole, siamo sull’eurovelo 6 sulle sponde di uno dei fiumi più percorsi in bicicletta e mi sento bene, essere stato molto leggero, quasi a digiuno ieri, sembra avermi rimesso in sesto.
Tutto è perfetto per pedalare e mi viene voglia di mettere il naso al vento e mi porto davanti al gruppo. E il vento non si fa attendere: si alza subito ed è ora contrario, ora laterale. Ma mi sento bene e ho voglia di pedalare per cui cerco di ricambiare il piacere ricevuto ieri e mi metto davanti a tirare, in alcuni tratti improvvisiamo anche un ventaglio.

Arriviamo così a Novi Sad senza nemmeno accorgercene. La città, il cui nome lo conoscevo solo per il nome del parco di Modena dove fanno i concerti, è sovrastata dalla fortezza che controlla il fiume. Proseguiamo nella vasta pianura del grande fiume senza più vederlo direttamente ma avvertendone la presenza: in questo tratto il fiume ha creato una larga pianura – azzardo – alluvionale attualmente ampiamente sfruttata per l’agricoltura.

Facciamo un paio di pause comprando frutta nei numerosissimi “micromarket” disseminati nei paesini che attraversiamo e arriviamo a Belgrado, nostra destinazione finale di oggi, ancora con un po’ di vento ma che ora un po’ ci spinge.

Non è tardi e mi sento bene. Decido di non fermarmi subito in albergo ma di fare un giro nella città che scopro essere davvero immensa ma anche ricca e brulicante di vita. Dopo aver zigzagato per le vie centrali dello struscio e degli aperitivi, salgo, un po’ per caso, fino alla fortezza che domina la città e i fiumi della città. Belgrado infatti nasce proprio in corrispondenza della Saba, che già abbiamo seguito alcuni giorni fa, e del Danubio. Da lassù il panorama della città illuminata è davvero spettacolare, le foto solo una pallida copia della realtà.

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5. continua














