Il cicloturismo in Francia fa rima con colli leggendari e con stradine invase da milioni di appassionati. Tifosi accorsi per sostenere i loro beniamini e tutti gli eroi della più grande corsa a tappe internazionale. Per tutta la stagione, però, le cime delle Alpi e dei Pirenei, del Massiccio Centrale e dei Vosgi saranno prese d’assalto da un’infinità di ciclisti e di cicloturisti. Lanciati alla riscoperta delle vecchie emozioni. Nella più assoluta desolazione del Galibier, nella pietraia del Mont Ventoux o sui rettilinei vulcanici del Puy-de-Dome. O ancora sui 21 mitici tornanti dell’Alpe d’Huez, nell’angolo di deserto dell’Izoard o nell’inseparabile accoppiata Tourmalet-Aubisque. O infine affascinati dalla stimolante idea di svelare agli amici i segreti di qualche nuova chicca. Qualche montagna meno mitica ma molto gustosa per i gourmet della salita, come il Parpaillon o il Col de la Loze, il Mont Colombis o il Col des Pailhères, il Grand Ballon o il Mont Aigoual.
In Francia, dove il ciclista è super coccolato…
Ciclisti dappertutto, in Francia (scoprite qui il calendario degli eventi internazionali del 2025), almeno sino a fine settembre. Benché le manchi da anni un grande campione, la Francia, culla dello sport del pedale, riesce comunque ad esercitare un magico richiamo su coloro che amano la bicicletta. E, soprattutto, la salita. Non sono montagne più belle delle nostre, quelle transalpine. Ma quello che suscita maggiormente l’interesse tra gli appassionati sono da una parte l’idea di rivivere alcune tra le pagine più belle della storia del ciclismo.
E dall’altra, di viaggiare in un Paese nel quale la bicicletta gode di grande rispetto, per non dire venerazione, dove il numero dei praticanti è elevatissimo. Dove il ciclista non è considerato un fastidioso ostacolo sulla strada neppure dal peggiore degli automobilisti. Occhi aperti ed attenti anche in Francia, intendiamoci, ma al di là delle Alpi il ciclista è sottoposto a meno stress. Non è pressato né vessato dagli altri utenti della strada, può pedalare più rilassato perché sa che chi è alla guida di un automezzo è quasi sicuramente anch’egli un ciclista praticante.
Un itinerario lungo ben 758 chilometri
Il territorio è vasto ed offre migliaia di spunti. Per chi ama i viaggi itineranti, una delle idee più interessanti è quella della Route des Grandes Alpes, un itinerario di 758 chilometri, tutto ovviamente su strade asfaltate. C’è però anche una versione Gravel da 857 chilometri. Quest’ultima consente, da giugno ad ottobre, di collegare Thonon-les-Bains a Mentone, ossia il Lago Lemano al Mare Mediterraneo, scalando 16 colli (di cui 6 di altitudine superiore ai 2000 metri). E di accumulare un dislivello pari a poco meno di 18 mila metri. E’ anche un modo per conoscere le ricchezze naturali e culturali del territorio alpino francese.
Sul sito ufficiale si possono anche leggere i racconti dei ciclisti che hanno percorso la Route des Grandes Alpes.
La Francia è prodiga di idee e di iniziative per i ciclisti. Non poteva ovviamente mancare anche la Route des Pyrenées, dall’Oceano Atlantico al Mediterraneo (o viceversa), un itinerario di 800 chilometri, molto impegnativo, con almeno 18.000 metri di dislivello complessivo. Si parte da Hendaye e si arriva a Cerbère. Per chi vuol faticare meno c’è un itinerario alternativo, meno pirenaico e più prepirenaico, un po’ meno prestigioso ma paesaggisticamente assai appagante, con un tracciato di 720 chilometri e un dislivello di 11.000 metri. C’è sempre da pedalare, ma anche più tempo per guardarsi intorno.
Informazioni:
http://www.routedesgrandesalpes.com
Le Raid Pyrénéen – la traversée des Pyrénées à vélo














