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mercoledì, Ottobre 21, 2026

Parola alla Federciclismo: «E’ ancora nostra intenzione trovare un accordo con ACSI»

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Ieri pomeriggio la Federciclismo ha comunicato di aver raggiunto l’accordo di convenzione con Uisp, AICS, Csain, CSI, Opes, ASI, Us Acli e Csen. Alla luce di questa notizia, che è una parziale schiarita per il movimento ciclistico amatoriale, abbiamo raggiunto al telefono di nuovo Gianni Cantini, presidente del SAN, settore amatoriale Nazionale (qui l’intervista precedente). A lui abbiamo chiesto come si sta evolvendo la situazione.

Presidente Cantini, abbiamo letto del rinnovo della convenzione con molti enti. È stato trovato subito l’accordo?
«Non ci sono mai stati problemi con gli altri. Fino ad oggi non abbiamo avuto nessun motivo di disaccordo. È stato un lavoro abbastanza lungo che ora sta arrivando a termine».

Gli accordi di convenzione sono gli stessi per tutti?
Sì, esatto, uguali per tutti gli enti che lo hanno accettato».

In cosa sono cambiati rispetto allo scorso anno?
«Abbiamo specificato meglio la classificazione per noi di Gran Fondo. Nel vecchio testo c’era soltanto un riferimento ai 120 chilometri. Adesso saranno chiamate Gran Fondo anche le prove che presentano un coefficiente di difficoltà uguale o superiore a 200 (qui il testo completo), che tiene in considerazione anche il dislivello. Quelle devono essere di esclusiva pertinenza della FCI. In più c’è un accordo per istituire un registro unico degli atleti agonisti che verrebbe gestito dalla Federazione. Era nostra intenzione introdurlo già nel 2026, ma necessita di approfondimenti e ne discuteremo in un tavolo unico durante il 2026».

Ci sono altre modifiche?
«C’è poi l’inserimento in convenzione di una commissione di scambio di informazioni tra Federazione e tutti gli enti a livello nazionale; si formeranno anche delle assise a livello regionale, da attivare in tutte le regioni. Era prevista solo una commissione paritetica a livello nazionale, ma negli anni passati non aveva mai preso forma. Sarà uno strumento utilizzato nel 2026 e servirà per migliorare i rapporti tra gli enti convenzionati e la Federazione».

Arrivati a questo punto, qual è la ragione dello scontro con ACSI?
«Con ACSI non siamo riusciti a parlare della convenzione 2026, perché ci siamo arenati sull’aspetto Gran Fondo. ACSI non accetta il nostro concetto di Gran Fondo, a prescindere dal coefficiente».

ACSI però sostiene che le Gran Fondo rientrano nel comma 1 dell’articolo 2 del Regolamento degli Enti di Promozione Sportiva (cliccate qui per il regolamento), che recita che gli EPS possono promuovere e organizzare attività “motorio-sportive a carattere promozionale, amatoriale e dilettantistico, seppure con modalità competitive”…
«Non è così. Come si fa a dire che la Gran Fondo non sia un’attività agonistica di prestazione?»

Ma non crede che sia interpretabile questo passaggio?
«Noi non lo interpretiamo in questo modo. È un argomento da giuristi e da avvocati. Io mi rimetto all’interpretazione fatta dai nostri giuristi. Questa interpretazione non ha trovato opposizione da parte degli altri EPS».

Con questa situazione, un tesserato ACSI come può partecipare ad altri eventi?
«Io voglio sperare di trovare una quadra al più presto su questo argomento per dare massima libertà a tutti i tesserati».

Avete già messo in calendario un altro incontro?
«Al momento no. Ma siamo qui e vogliamo trovare un accordo. Non si può però trovare un accordo se si resta sempre della propria idea».

Cosa avete proposto ad ACSI?
«Un’organizzazione a doppia paternità. L’organizzatore che vuole mantenere la propria affiliazione ACSI può trovare un accordo che consenta di compartecipare con una doppia affiliazione».

Quindi la società organizzatrice dovrebbe affiliarsi a FCI?
«Non vogliamo imporre nulla a nessuno. L’abbiamo già proposta da mesi, con accordi specifici che potrebbero non gravare sull’organizzatore».

ACSI però parla di volontà da parte vostra di gestire il ciclismo come monopolio…
«Non cerchiamo nessun monopolio. Lo dimostra il fatto che la maggior parte delle manifestazioni del settore amatoriale non sono organizzate da FCI e continueranno a non essere organizzate da FCI. L’unica cosa che noi chiediamo è di mantenere un controllo molto più stretto e un’organizzazione supervisionata da noi per quanto riguarda le Gran Fondo. Tutto il resto non rientra in questa diatriba».

Le ripetiamo allora la domanda che le abbiamo fatto l’altra volta. Come si risolve questa situazione?
«Siamo qui per cercare una soluzione e siamo disponibili a trovare un accordo. Vogliamo una soluzione che permetta alla Federazione di controllare quel tipo di manifestazione, che deve essere esclusiva ma può essere compartecipata. Siamo disposti a compartecipare al lavoro organizzativo di una Gran Fondo anche con società che non sono FCI dopo che sarà stata attivata la doppia affiliazione».

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