Sono attese già per oggi novità tra Federciclismo e ACSI, per il rinnovo degli accordi di convenzione per l’attività del prossimo anno. È previsto in giornata, infatti, l’incontro tra FCI ed Enti di Promozione Sportiva. Un incontro che dovrebbe far chiarezza, speriamo, sul futuro delle granfondo e di tutto il movimento amatoriale. I riflettori sono puntati ovviamente sugli accordi di convenzione, soprattutto con ACSI, ma è un argomento che riguarda molti altri EPS.
Nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di chiarire le posizioni di FCI e ACSI, contattando Gianni Cantini, presidente SAN, ed Emiliano Borgna, presidente ACSI Ciclismo. C’erano rumors di un’intesa vicina nei giorni scorsi, smentita però dall’Ente di Promozione Sportiva. Intesa che potrebbe essere trovata già oggi.
Il nodo cruciale sembrerebbe essere quello delle granfondo che superano i 120 chilometri, che secondo l’accordo di convenzione passato dovevano restare un’esclusiva di FCI. Su quel punto si è espresso però nei giorni scorsi Andrea Capelli, ex presidente del SAN, in una lettera inviata a ultimochilometro.it (la trovate qui) e raccolta dal collega Carlo Gugliotta, di cui pubblichiamo alcuni stralci.
L’opinione di Andrea Capelli, ex presidente SAN
«L’esclusività federale delle granfondo sopra i 120 km – scrive Capelli – avverrebbe, stando a quanto riportato, “in applicazione” del capitolo V, del titolo XV, dei regolamenti UCI. Tuttavia, se leggiamo il regolamento UCI, vediamo che in questo passaggio sono unicamente disciplinate le prove UCI Granfondo World Series e i Campionati del Mondo di specialità. Ma non le granfondo in generale, né si specificano i criteri di accesso alle granfondo che non rientrino nelle prove di qualificazione per il Mondiale e per il Mondiale stesso. C’è anche da segnalare una stranezza: sul sito della Federazione Ciclistica Italiana, nella pagina dedicata alle traduzioni dei regolamenti UCI, il titolo XV è omesso».
Capelli sostiene che l’UCI non abbia dato alcuna indicazione che altre prove di granfondo possano essere svolte solo da una federazione nazionale affiliata all’UCI. Conclude dicendo che «Le granfondo oltre i 120 km potrebbero essere organizzate da tutti, l’UCI non indica alcuna esclusiva. Dirò di più: il limite dei 120 km in realtà sarebbe un distinguo interno, federale, non derivato dall’UCI, individuato unicamente per differenziare l’attività di granfondo da quella di mediofondo e riconoscere, eventualmente, anche dei titoli nazionali diversi, pur essendo, di fatto, tutte queste prove della stessa natura e con le stesse necessità organizzative, indipendentemente dal chilometraggio».
Una posizione in netto contrasto con quello dichiarato dalla Federciclismo.
Tutti oggi ci aspettiamo una schiarita per questa situazione. Da questo dipende il futuro del mondo amatoriale, con migliaia di tesserati e tantissime organizzazioni che nelle ultime settimane hanno bloccato la loro attività in attesa di novità. Restate sintonizzati sul nostro sito perché vi daremo tutti gli aggiornamenti.













