Si è svolta a Foligno La Francescana, dodicesima e penultima tappa del Giro d’Italia d’Epoca. Sono arrivati da tutt’Italia, da tutta Europa e da tutto il mondo – Germania, Malta, Francia, Inghilterra, Belgio, addirittura da Australia e Brasile – in un assolato weekend ancora estivo. Hanno riempito Foligno e tutto il territorio circostante di vecchie biciclette, maglie di lana, abiti eleganti in stile anni 20, cappelli e velette, coppole e piume. Hanno ballato musiche swing, mangiato e bevuto, pedalato su e giù per i colli umbri, ebbri di allegria e appagati da vini importanti.
Sono loro, il popolo de La Francescana Ciclostorica dell’Umbria che ogni anno nel penultimo weekend di settembre si dà un tacito e imperdibile appuntamento qui, nel cuore dell’Umbria più bella. Tre giorni di biciclette d’epoca, abiti vintage, paesaggi meravigliosi e memoria condivisa hanno trasformato Foligno e la Valle Umbra in una grande festa a cielo aperto. L’undicesima edizione de La Francescana Ciclostorica dell’Umbria, accompagnata ed abbracciata dal Carousel Vintage Festival, si è chiusa con cifre da record: raggiunto il numero chiuso di 1.000 iscritti.
Un intero weekend di festa “all inclusive”.
Era appena venerdì quando La Francescana ha dato inizio agli eventi, che subito si sono trasformati in festeggiamenti. Di giorno, oltre 500 studenti hanno riempito l’Auditorium San Domenico per l’incontro con Gioia Bartali, nipote di “Ginettaccio” e Vice Presidente del Giro d’Italia d’Epoca che ha raccontato la straordinaria storia del nonno Gino, campione in sella e Giusto tra le Nazioni.
Un ritorno in grande: il Canapè.
Quest’anno, nel Velodromo dei Canapé, il più antico d’Italia, che ha visto correre i campionissimi come Girardengo e Binda, sotto l’egida della NUVI l’unione dei velocipedi italiani è tornato a svolgersi uno degli eventi più suggestivi del ciclismo d’epoca: Le gare in pista con biciclette di inizio 900 e tanto di pubblico in costume dell’epoca. La sera invece, i primi arrivati si sono scatenati in danze dal sapore retrò durante un concerto al Carousel Vintage Festival.
Il sabato la manifestazione è entrata nel vivo: accompagnatori e biciclette più antiche al Monastero di Sant’Anna e tour guidati per le vie della città di Foligno, mentre i più sportivi hanno seguito le parole di Marco Pastonesi che come il pifferaio magico li ha portati fino Trevi parlando di ciclismo africano e antichi ricordi.
La sera, la Cena Francescana si è tenuta nella meravigliosa corte di Palazzo Trinci, che ha accolto e coccolato tutti con squisitezze tipiche come il coccetto di carne e il tortino alla gricia.
Una partenza emozionante
Domenica mattina non era solo il numero impressionante di persone pronte al via a emozionare. Era anche la composizione: mai così tante donne in sella a memoria di ciclostorica; era l’eleganza, era l’allegria che si muoveva tra le gambe e i raggi delle ruote come ragazzini che si inseguono ridendo in un gioco di strada, erano i mille colori, baciati da un sole e un clima perfetti. Insomma quando è partito l’inno nazionale, giureremmo di aver visto qualche occhio lucido.
E così quella marea festante di bicilette d’epoca si è irradiata dal centro storico di Foligno a tutto il territorio, portando con sé allegria, musica, colori, divisi equamente nei tre percorsi da 30, 60 e 80 chilometri punteggiati da ristori abbondanti e raffinati- alcuni con degustazioni importanti come alla Cantina di Armando Caprai dove accompagnato dal loro preziosi vini i ciclisti hanno degustato il tartufo della tenuta San Pietro a pettine, in ricette prelibatissime e locali o i vini Lunelli al Carapace – e da paesaggi da mozzare il respiro. E poi ancora, Bevagna e Montefalco, e il fiume Topino con le sue rive rigogliose.
Come in un cerchio perfetto, la manifestazione si è chiusa con un Pasta Party quadruplo che è riduttivo chiamare sontuoso proprio dove tutto era iniziato, proprio nella corte di Palazzo Trinci.
Per “le francescane”, il loro gruppo di fidati organizzatori e le colonne portanti della manifestazione, i fratelli Clementi, titolari di un noto negozio di biciclette nel centro storico di Foligno, ci saranno due, massimo tre giorni di riposo, ma poi è già ora di mettersi a lavorare all’edizione 2026.
Le ruote nella polvere, lo sguardo nel futuro
Quasi alla fine del calendario – alla sua dodicesima tappa annuale su 13 – con La Francescana il Giro d’Italia d’Epoca, si conferma una vetrina del grande Movimento Ciclostorico e una grande, unica destinazione cicloturistica diffusa.
Con le biciclette d’epoca, l’abbigliamento non tecnico in materiali naturali, l’approccio lontano dalle competizioni e vicino al fair play, è un efficace promotore dello sviluppo dei territori rurali di un’Italia ancora da scoprire e un turismo lento e più rispettoso, ispirati da una forte consapevolezza ambientale e impegno sociale.
Il nuovo motto infatti ben rappresenta la visione del Giro d’Italia d’Epoca che con “le ruote nella polvere, lo sguardo nel futuro” vuole celebrare il ciclismo di un tempo e portarlo a modello di un nuovo modo di viaggiare e di vedere il mondo.













