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mercoledì, Ottobre 21, 2026

Cicliste per Caso: un messaggio forte per il 25 novembre

Cicliste per Caso
Linda e Silvia, le Cicliste per Caso, hanno da poco concluso il loro progetto Gender Equality Ride. Qui sono a Berlino (foto Cicliste per Caso).
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Le Cicliste per Caso, Silvia Gottardi e Linda Ronzoni, nell’estate del 2024 hanno portato a termine la Gender Equality Ride. Un viaggio in bicicletta di oltre 2.000 chilometri, da Bolzano a Oslo. Un viaggio che ha attraversato paesi simbolo di battaglie per i diritti delle donne, dal cuore dell’Europa al Nord. E in vista della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne del 25 novembre, vogliono rilanciare la loro iniziativa.

L’obiettivo del progetto era sensibilizzare sul tema della parità di genere e promuovere l’emancipazione femminile. Unendo cultura, sport e riflessione sociale. Partendo dalle Alpi italiane, passando per Austria, Germania, Danimarca e Norvegia, Silvia e Linda hanno pedalato per un mese. Visitando musei legati alla storia delle donne, partecipando a incontri e talk. E vivendo l’esperienza di un viaggio che è stato anche e soprattutto un percorso di consapevolezza e di crescita personale.

Cicliste per Caso: viaggiare da sole è un atto di libertà e di lotta

«Viaggiare da sole non è solo un atto di libertà personale, ma una sfida a rompere i pregiudizi e le convenzioni sociali che spesso legano le donne a spazi e comportamenti definiti», hanno raccontato Silvia e Linda. In questo contesto, la bicicletta diventa il loro strumento di empowerment. La bici è simbolo di autonomia, indipendenza e di una lotta quotidiana per la parità di genere. Il viaggio delle Cicliste per Caso è infatti una dichiarazione di forza contro le limitazioni che la società spesso impone alle donne, un modo per dare visibilità alla lotta per una reale uguaglianza.

Un’ispirazione fondamentale per il messaggio portato avanti dalle Cicliste per caso in questo e altri tanti viaggi è stata Alfonsina Strada. La prima donna a partecipare al Giro d’Italia nel 1924. La sua determinazione, il coraggio e la forza nel sfidare le convenzioni del suo tempo sono un segno tangibile di come le donne, grazie alla passione e alla resilienza, possano abbattere le barriere imposte dalla società. La sua storia è al centro di un podcast e di un libro delle Cicliste per Caso, che continuano a raccontarla come esempio di forza, ispirazione e perseveranza (leggi qui anche dell’iniziativa Pedale Rosso contro la violenza di genere).

L’uguaglianza di genere, una strada ancora lunga

Il viaggio delle Cicliste per Caso, quindi, non è stato solo un percorso fisico, ma anche simbolico. Un’occasione per riflettere sulle conquiste raggiunte e sulle sfide ancora aperte nel cammino verso la parità di genere. Attraversando diverse realtà europee, Silvia e Linda hanno avuto modo di constatare come, seppur in paesi avanzati, la strada verso una piena uguaglianza sia ancora lunga e piena di ostacoli. Il viaggio in bicicletta, per Silvia e Linda, è stato un’occasione di introspezione, ma anche di confronto con altre donne. Viaggiare da sole, infatti, è anche una possibilità di conoscersi meglio e di mettersi alla prova. «Ogni tappa del nostro viaggio – hanno spiegato Silvia e Linda – è stata anche un incontro con storie di donne che, a modo loro, lottano per vivere libere e uguali, in ogni parte del mondo».

In occasione della Giornata contro la Violenza sulle Donne, le Cicliste per Caso vogliono lanciare un messaggio chiaro: la parità di genere passa anche dalla possibilità di viaggiare, di muoversi liberamente. «La bicicletta rappresenta per noi non solo uno mezzo di spostamento, ma anche un simbolo di empowerment».

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