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venerdì, Agosto 14, 2026

Pedale Rosso: in tanti a Firenze contro la violenza di genere

Pedale Rosso
Si è tenuto domenica 17 novembre a Firenze il primo appuntamento di Pedale Rosso
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La pioggia e il freddo non hanno scoraggiato i tanti partecipanti che ieri, domenica 17 novembre, hanno preso parte alla prima edizione di Pedale Rosso. Un evento ideato da Marianella Bargilli e Paolo Bettini per promuovere la lotta contro la violenza di genere. Numerosi ospiti erano presenti a Firenze. Tra questi il campione del mondo Alessandro Ballan, l’atleta afgana Yuldoz Hashimi accompagnata da Alessandra Cappellotto, il musicista Saturnino. C’erano anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il capo di gabinetto Cristina Manetti.

Proprio Giani, che ha dato il via alla manifestazione, ha dichiarato: «Dobbiamo declinare il contrasto alla violenza e ai femminicidi cercando di creare sensibilità su tutti i piani. Lo sport e l’attività motoria aiutano a mettere al centro della nostra battaglia e del nostro impegno il ruolo della donna, che merita di essere valorizzato in ogni suo aspetto. In questo ambito la donna riesce sempre più ad affermare la propria identità ed il proprio contributo alla comunità. È anche grazie a questi passi che si abbattono stereotipi e si creano le condizioni verso l’eliminazione di soprusi e violenze».

Al termine dell’evento, in Piazza Duomo, è stata inaugurata l’opera “L’ATTESA”, un’installazione luminosa in puro stile pop art realizzata dal celebre artista Marco Lodola, pensata appositamente per la Toscana delle donne e Pedale Rosso. Durante la stessa occasione, è stato anche consegnato a Marianella Bargilli e Paolo Bettini il premio “Pegaso della Toscana delle Donne” per l’evento Pedale Rosso.

Pedale Rosso: le parole di Marianella Bargilli e Paolo Bettini

«L’iniziativa “Pedale rosso” – ha raccontato Marianella Bargilli, ideatrice dell’evento – è nata dalla passione che ho per lo sport. In particolare il ciclismo, che ho voluto far diventare un simbolo della libertà, dell’unione, della condivisione. Sono un’attrice e oggi, pedalando con altre persone, mi sembra proprio di realizzare uno spettacolo dal vivo. In questo modo sento di portare avanti un obiettivo, quello della lotta contro la violenza di genere. Pedale rosso non si ferma. Questa è la prima tappa di un viaggio che ci porterà a pedalare in tante città d’Italia per urlare il nostro messaggio. Ringrazio Cristina Manetti che ha creduto in questo».

«La passione che io e Marianella condividiamo per la bicicletta – ha detto Paolo Bettini – le ha fatto venire l’idea di mettere insieme molte persone, di tutte le età, unite in una grande pedalata per la parità dei diritti. Cristina Manetti ha subito sposato l’idea. Il nome “Pedale rosso” nasce invece da una mia intuizione: il rosso ricorda la lotta e anche il sangue, purtroppo, delle violenze. Il pedale è il mezzo attraverso cui la bicicletta si muove, il più ecologico e globale. Sono felice che Yuldoz Hashimi, ragazza afghane con una storia eccezionale, arrivata nel nostro paese grazie ad Alessandra Cappellotto, sia qui con noi al debutto di “Pedale rosso”, che continuerà il suo viaggio in tutta Italia».

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