«I miei ragazzi non andranno mai ad una Gran Fondo. Non riesco neanche ad immaginare quale mente possa aver immaginato una cosa del genere!». Daniele Bertozzi, granfondista di lungo corso ed oggi tecnico di una squadra juniores ed organizzatore è determinatissimo.
«Diciamo subito che non è vero che mancano le corse juniores dal centro Italia in su – continua – semmai il problema è armonizzare meglio il calendario che in alcune domeniche propone talmente tante corse che chi organizza deve inseguire le squadre».
«Poi – continua – se c’è stato un problema è quello opposto. Quest’anno all’inizio della stagione, causa pandemia, molte gare sono state annullate e le poche che si sono corse hanno raggiunto presto il numero massimo di partenti rendendo impossibile l’iscrizione di altre squadre. Ma è stato causa pandemia, l’anno prossimo non sarà così».
E’ un fiume in piena il bravo romagnolo che dopo aver costruito la sua fama vincendo le più prestigiose Gran Fondo si è ora dedicato alla cura degli juniores.
«Dobbiamo capire qual è il fine della categoria: ci accontentiamo di vederli in bicicletta o vogliamo insegnarli un mestiere, far capire come si corre, la gestione della squadra, la strategia… Ma poi di cosa stiamo parlando: gli juniores hanno dei limiti di chilometraggio che non riguardano le Gran Fondo… Mi sembra una chiacchiera da bar, più che un’idea capace di arrivare agli addetti ai lavoro».
Bertozzi ha organizzato recentemente una gara juniores che è stata apprezzata da tutte le squadre che hanno partecipato.
«Penso che se la Federazione vuole fare qualcosa ci sono altre cose più importanti: l’armonizzazione del calendario, l’aiuto alle società, lo snellimento della burocrazia, la riduzione dei costi. Ci sono cose da fare per favorire lo sviluppo, non per affossare la categoria».












