Il settore della bici ha subito una frattura e a pagarne il prezzo più caro sono le storiche aziende produttrici, come Campagnolo.
Dopo l’impennata del post-Covid, le vendite sono tornate in calo e di conseguenza i ricavi non sono abbastanza proficui. Per l’azienda vicentina è stato necessario convocare i sindacati informandoli che, sui 300 dipendenti totali, 120 sono di troppo.
Come riporta il Corriere del Veneto, nell’ultimo bilancio consolidato di Campagnolo – datato 31 maggio 2024 – al patrimonio netto corrisponde una perdita di 15 milioni di euro. Nell’esercizio precedente, la perdita era di 1 milione. Nella relazione alla gestione che accompagna il bilancio consolidato, risulta la spiegazione: «I risultati sotto le aspettative sono imputabili ad un difficile momento del mercato della bicicletta con una eccedenza di offerta-prodotto».
La risposta del sindacato
La risposta del sidacato? Marco Maraschin, di Fiom-Cgil Vicenza, ha detto: «L’azienda non ha un piano industriale e, a nostro parere, quanto ci è stato prospettato somiglia più ad una ristrutturazione economica per rilanciare i prodotti in catalogo che produrne di nuovi. L’unica soluzione paiono i licenziamenti e l’esternalizzare la produzione, lasciando in Veneto il minimo indispensabile. Di spostamento della produzione in altre aree, va precisato, non si è parlato in modo esplicito. Ma ci sono segnali nei reparti di produzione che rafforzano i nostri sospetti e dev’essere chiaro da subito che per noi la parola licenziamenti deve scomparire».
Maraschin ha concluso: «Nei prossimi giorni svolgeremo le assemblee con i lavoratori e torneremo a confrontarci con la direzione, esigendo chiarezza sulle reali intenzioni. Comprendiamo bene come il sistema della bici, dopo le forti crescite dell’immediato post-pandemia sia entrato in una spirale negativa e gli esempi in questo senso in Veneto non mancano. Ma a nostro giudizio è necessario illustrare prima un piano industriale credibile e poi, eventualmente, ragionare sul costo del lavoro e sui modi per contenerlo».













