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giovedì, Settembre 10, 2026

Caso Eroica, che cos’è la depolverizzazione? Ce lo spiega il capo dei lavori

Eroica
I lavori in corso sul tratto di strada bianca tra Buonconvento a Montalcino
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L’inizio delle operazioni di depolverizzazione del tratto di strada bianca di Castiglion del Bosco (SP103) ha portato forti polemiche da parte di diversi esponenti del mondo del ciclismo. Questo perché quei 16. km fanno parte di uno degli storici segmenti dell’Eroica di Montalcino, una delle ciclostoriche più antiche e apprezzate del mondo. Insomma un patrimonio storico-culturale infinito, che secondo molti sta venendo rovinato.

Ma che cos’è, e in cosa consiste, questo processo di depolverizzazione?

Scientificamente parlando è: “Un trattamento di impregnazione con emulsioni bituminose per legare gli aggregati e ridurre la polvere“. L’obiettivo di questo processo è quello di “Rendere le strade sterrate più sicure, confortevoli e durevoli, eliminando la polvere e un riducendone l’impatto ambientale».

Per essere più chiari e precisi abbiamo chiesto una maggiore delucidazione a Claudio Mangiavacchi, responsabile della ditta che sta effettuando i lavori sul tratto in questione: «Esistono vari tipi di depolverizzazione. Quella messa in atto in questa situazione è l’unica che si poteva applicare perché, trattandosi di una strada provinciale, ci sono delle norme molto rigide da rispettare. Siamo quindi stati costretti a passare un primo strato di bitume nero, per togliere la polvere, e poi un secondo materiale albino, per ridare il colore alla strada. D’altronde, su una strada provinciale passano tantissime persone e se avviene un’incidente e il materiale non è conforme ci va di mezzo la provincia. Questo dovrebbe rassicurare le persone perché, vista pesante responsabilità che ricade sull’ente pubblico, prima di rilasciare le autorizzazioni per i lavori il Comune ha studiato tutto nei minimi dettagli. Materiali da usare, processi da eseguire, come salvaguardare ambiente, paesaggio e salute dei cittadini…».

Mangiacchi ha poi continuato spiegando: «L’obiettivo di questo processo è quello di evitare che una persona si mangi tutta la polvere presente sulla strada quando si passa sopra. Le condizioni a cui era arrivato quel tratto di sterrato erano devastanti. C’era tanta gente che andava lì a giocare e passeggiare, ma si ritrovava a dover andare via perché riusciva a sopportare tutta quella polvere. Questi lavoro sono una manna dal cielo soprattutto per chi vive in quelle zone perché erano diventate veramente irrespirabili».

In questi giorni, sui social, si sono però lette diverse critiche sui lavori. Soprattutto per i materiali usati che sembrano “asfaltare” la strada. «Chi parla male di questo progetto non sa che il bitune nero è stato usato solo come appoggio. Proprio oggi, infatti, abbiamo iniziato a mettere il materiale albino sopra, che con il ripasso che si farà più avanti porterà il manto a diventare proprio come è nel resto della strada. Quindi il nero del bitune, che risalta nelle foto che gira sui social, non si vedrà a fine lavori».

A dare il colore delle strade bianche sarà quindi un particolare composto che verrà applicato in un secondo momento: «Il materiale albino altro non è, se non un particolare conglomerato composto da una serie di resine trasparenti e bianche. Questo conglomerato, anche in un secondo momento, si può colore. Può far diventare i sassi presenti blu, rossi, verdi… in questo caso si passerà sopra il color polvere. Tipico delle strade bianche».

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