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giovedì, Settembre 10, 2026
Montefeltro

Studiamo il percorso della Parigi-Brest-Parigi

Foto d'archivio
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Suddividere il percorso come fosse quello di una corsa a tappe. E’ l’approccio suggerito dagli organizzatori e dai veterani per portare a termine con successo la massacrante Olimpiade del cicloturismo con più facilità con meno patemi. Psicologicamente è una strategia che funziona. Il tracciato della Parigi-Brest-Parigi, che va in scena dal 20 al 24 agosto prossimi con 8.000 partecipanti, viene così divisa convenzionalmente in 15 tappe. Questo non cambia le regole e lo spirito della leggendaria prova francese, che resta comunque una non stop da percorrere tutta d’un fiato, riducendo le soste allo strettissimo necessaria. 

Ogni sede di tappa coincide con il punto intermedio di controllo, dove oltre a provvedere alla vidimazione della carta di viaggio (ora effettuata con sistema digitale) si può pranzare, rifornirsi di bevande, riposare e, all’occorrenza, fruire dell’assistenza meccanica. I primissimi, che inseguono la grande performance, si fermano pochi secondi ai check point, la massa dei randonneurs programma pause più ampie. 

C’è chi conosce il percorso a memoria, perché la Parigi-Brest-Parigi, che si tiene a cadenza quadriennale,  l’ha già corsa quattro, cinque, sei volte e più, ma per i neofiti può essere utile conoscere a grandi linee di caratteristiche del percorso, 1.218 chilometri, 604 per arrivare da Rambouillet a Brest, 614 per completare la strada del ritorno. Chi non l’ha mai corsa non può immaginare quanto sia vallonato l’itinerario. Una continua e inarrestabile teoria di saliscendi, tipici di quella che è chiamata la pianura francese, che comprende spesso ingannevoli tratti in lieve ascesa e che ogni tanto è annacquata da impegnative collinette, tutte brevi, sempre attorno ai 2-3 chilometri, che fanno però lievitare il dislivello. 

Il dislivello totale assomma a ben 11.892 metri. Ciò significa che ogni 200 chilometri si supera mediamente un dislivello di 2.000 metri, l’equivalente di una tappa di mezza montagna del Giro d’Italia o del Tour de France. Da affrontare per ben sei volte consecutive. Per agevolare il recupero dei partecipanti, i punti di controllo sono stati collocati dall’organizzazione ad una distanza compresa tra i 61 e i 93 chilometri. Le due sole eccezioni sono rappresentate dalla prima tappa (120 chilometri da Rambouillet a Mortagne-au-Perche) e dall’ultima (42 chilometri da Dreux a Rambouillet). 

Dal punto di vista dell’impegno, il percorso fa dunque poche concessioni. Il troncone più faticoso è sicuramente quello immediatamente successivo al giro di boa, quando dopo avere sfiorato la costa dell’Oceano Atlantico, a Brest, bisogna risalire a Carhaix e poi a Loudéac. Sono 178 chilometri con 2.336 metri di dislivello e un’infinità di ondulazioni.  E non sarà finita: per arrivare da Loudéac al traguardo finale della Parigi-Brest-Parigi si dovranno mettere in conto altri 4.000 metri di dislivello. 

In questa tabella la suddivisione in tappe del percorso, con le distanze parziali e progressive e i dislivelli di ogni troncone. 

Sito ufficiale: https://www.paris-brest-paris.org/

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