Chi ha ucciso Silvia Piccini tra un anno potrà tornare a guidare

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Silvia Piccini, uccis
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È morta allenandosi sulla sua bicicletta, un giorno di aprile 2021: Silvia Piccini aveva 17 anni, e il Tribunale di Udine ha appurato che non ha commesso alcun errore, la responsabilità della sua morte è di chi l’ha investita. Ma nonostante il nostro ordinamento preveda il reato di omicidio stradale, l’applicazione della legge è purtroppo spesso lacunosa. L’ACCPI, Associazione dei ciclisti professionisti, ha reagito con sdegno alla decisione del Tribunale di Udine.

«Quanto vale la vita di una ragazzina di 17 anni? Per la “giustizia” italiana il ritiro della patente di un anno o poco più per chi l’ha uccisa… Che vergogna! Siamo vicini alla famiglia di Silvia Piccini e di tutte le vittime della strada, che oltre al dolore straziante per la perdita di una persona cara si trovano a dover affrontare processi e leggi non degni di un paese civile. Al tribunale di Udine è stato appurato che Silvia mentre si stava allenando sulla sua bicicletta non ha commesso alcun errore, la responsabilità della sua morte è al 100% di chi l’ha investita. Nonostante ciò, la persona colpevole di questo omicidio non trascorrerà nemmeno un giorno in galera e presto potrà tornare al volante. Non è giusto».

Non lo è per Silvia e per tutti quello che ogni giorno rischiano la vita in bicicletta per allenarsi, per andare a scuola, per spostarsi liberamente.