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domenica, Ottobre 18, 2026

Tre giorni nelle Marche, le ultime pedalate sotto lo sguardo del Monte Vettore (Day 3)

La vista dei Sibillini da Balzo di Montegallo lascia tutti a bocca aperta...
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L’ultima tappa di questa tre giorni marchigiana è quella che più ci lascia a bocca aperta. Se finora avevamo toccato piccoli borghi e strade secondarie, il terzo capitolo di questa avventura cicloturistica ci mette in contatto diretto con le montagne che già dalla partenza si stagliano davanti a noi nella loro grandezza.

Il via è previsto da Balzo di Montegallo, dove ci aspettano tanti appassionati del luogo. Pedaleremo insieme a loro e saranno loro stessi a spiegarci il territorio. Quello che per i locals è un luogo ormai scontato, per noi forestieri non lo è affatto.

Montegallo è uno di quei comuni che la geografia ha messo in alto e un po’ in disparte. Siamo in provincia di Ascoli Piceno, a una ventina di chilometri a ovest del capoluogo, dentro il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e alle pendici del Vettore. Il territorio è sparso in una ventina di frazioni e conta meno di 400 abitanti: è il comune meno densamente popolato dell’intera provincia. Confina con Roccafluvione e Acquasanta Terme, cioè con i paesi che avevamo attraversato il giorno prima, ma anche con Arquata del Tronto, Comunanza e Montemonaco.

Un terrazzo sui Sibillini

Ci troviamo su un “terrazzo” nella piazza principale di questo piccolo paese e ci è quasi impossibile partire perché da qui si vedono nitidamente tutte le vette della Catena dei Sibillini. Proprio davanti a noi spicca la vetta principale del sistema, il Monte Vettore con i suoi 2.476 metri (è il monte più alto delle Marche) e poi, scorrendo con lo sguardo, si scopre dalle nubi il Monte Torrone, il Banditello e così via fino alla Sibilla.

C’è un bar… sarebbe bello fermarsi a prendere un caffè contemplativo, ma abbiamo già perso troppo tempo stando a bocca aperta davanti a quella catena montuosa. Lasciamo piazza Taliani e saliamo su asfalto verso il Passo del Galluccio. La salita è un continuo voltarsi: i monti sono dappertutto. Il Monte Ceresa si mostra per intero e sotto di lui la Val Fluvione di cui abbiamo parlato nel racconto del giorno precedente.

Lo stesso torrente che a Roccafluvione ci aveva dato il nome del paese qui scorre nella sua parte alta, a pochi chilometri dalle montagne in cui nasce, e da lassù si distinguono le frazioni abitate di Montegallo e di Rigo. In cima al passo siamo a quota 1.197 metri: qui il territorio comunale di Montegallo si divide da quello di Arquata del Tronto, nell’alta valle del Tronto, che potremmo raggiungere proseguendo dritti.

Chi invece volesse continuare a salire su asfalto troverebbe Forca di Presta, un valico oltre i 1.500 metri che segna il confine tra Marche e Umbria. Da lì lo sguardo scende sulla Piana di Castelluccio, un altopiano a più di 1.300 metri che è il fondo di un antico lago prosciugato, famoso per la fioritura che tinge i prati tra la tarda primavera e l’estate. Per questa volta la lasciamo ad altri.

Il sentiero dei mietitori

Lasciamo l’asfalto e iniziamo un bel tratto di strada bianca che ci porta a Colle Pisciano e che si innesta sul Sentiero dei Mietitori. Il sentiero collega Altino a Forca di Presta, cioè il versante marchigiano a quello umbro, e deve il nome alla funzione che svolgeva nei primi del Novecento, quando veniva percorso dai mietitori che dalle Marche raggiungevano l’Umbria per mietere il grano.

È questo il tratto più bello della giornata, perché ci sentiamo all’ombra delle montagne che ci guardano alla nostra sinistra. Il brecciato è buono, in mtb non ci sono problemi e tutti lo possono affrontare senza grandi difficoltà. Diverso il discorso per chi ama il gravel. Non bisogna aspettarci strade bianche come sulle colline toscane. Qui quella dolcezza manca e la natura è più rude. Questo non esclude la possibilità di fare del gravel, anzi, ce n’è da divertirsi, ma con accortezza.

Sosta alla fonte Graniera.

Dopo aver percorso un piccolo tratto del Sentiero dei Mietitori scendiamo ad Astorara di Montegallo, dove riprendiamo l’anello per tornare alla partenza di questa giornata. Nel rientro passiamo per le frazioni di Colle e di Interprete, due dei tanti piccoli nuclei sparsi sul versante di Montegallo, note per le castagne e per la pratica del bouldering, pratica sportiva che prevede un’arrampicata libera sui sassi che in queste zone viene praticata all’interno dei castagneti.

Per chi cerca l’autenticità

Si chiude così la nostra tre giorni in questa regione meravigliosa, partita dai vicoli di Montalto Marche e finita sulla splendida terrazza di Balzo di Montegallo. Tre giorni, tre volti diversi dello stesso territorio e un filo che li tiene insieme: strade senza traffico, borghi che hanno ancora voglia di raccontarsi, gente super ospitale e un paesaggio che si lascia scoprire senza fretta.

Se siete alla ricerca di un viaggio in bici o di un semplice weekend in luoghi che abbiano mantenuto la loro autenticità, le Marche e il Piceno possono essere la meta perfetta per la prossima avventura.

Per ulteriori informazioni potete contattare Piceno Bike
Qui il link, invece, per il Grande Anello dei Borghi Ascolani

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