Per molti ciclisti la base invernale è sempre stata sinonimo di lunghi interminabili a bassa intensità, nel freddo e nella nebbia, con il cardio fisso in zona 2 e la convinzione di fare ciò che “serve”. Ma oggi che il ciclismo è cambiato, e che molti hanno anni di chilometri nelle gambe, vale ancora la pena investire così tanto tempo in questa formula tradizionale?
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