11.9 C
Rome
domenica, Settembre 27, 2026
Gran Fondo Tre Valli Varesine

Nedbank Gravel Burn, Fondriest promessa mantenuta: «Sono pronto a pedalare una grande avventura»

maurizio Fondriest
Maurizio Fondriest (a destra) affronterà la Nedbank Gravel Burn insieme alla figlia Carlotta e al suo compagno.
Reading Time: 3 minutes

Tutto è cominciato così, quasi per caso, come per gioco durante una piacevole cena di mezza estate. «Eravamo al Tour de France per una settimana al seguito della corsa con Alpecin, uno dei miei sponsor», racconta Maurizio Fondriest con voce squillante ora che da pochi minuti ha messo piede in Sudafrica.

«E tra i commensali di quella cena c’era anche lui, Kevin Vermaak l’inventore della Cape Epic, massacrante ma spettacolare prova a tappe di Mtb che ho sempre seguito ma mai disputato. Ebbene, parlando con Kevin mi dice che sta pensando ad un nuovo evento, una nuova manifestazione riservata alle bici gravel da organizzare in Sudafrica. Il progetto mi affascina, pedalare tra l’Oceano e la savana al fianco di zebre, gazzelle e giraffe fa il resto e così mi lancio promettendogli che per il mio 60° compleanno – se avesse organizzato l’evento – sarei sceso a Città del Capo per correrlo».

Da quella cena passa poco più di un anno, il tempo necessario che serve a Vermaak per mettere in piedi la prima edizione della Nedbank Gravel Burn (qui il sito ufficiale): 7 tappe in gravel per un totale di quasi 800 chilometri. Cinquecento partecipanti, ventotto Paesi rappresentati e per l’Italia, promessa mantenuta, c’è anche lui: il campione del mondo di Renaix 1988 Maurizio Fondriest…

Maurizio, ti sei pentito?

«Assolutamente no (sorride, ndr) anzi. Non vedo l’ora di iniziare con la prima tappa. Mi sono allenato per portarla a termine con il sorriso sulle labbra e sono pronto a vivere questa avventura con il giusto spirito condividendola con mia figlia Carlotta e il suo compagno.

Sei arrivato in Sudafrica da pochi minuti e domenica scatta la prima frazione: che clima si respira laggiù?

«Ora siamo a Cape Town, posto splendido che avevo già conosciuto quando venni a pedalare la Cape Argus (con i suoi 35.000 partecipanti è la Gran Fondo su strada più partecipata del mondo, ndr). Il meteo è buono, ideale per pedalare: sole con temperature che sfiorano i 25 gradi mentre la notte, mi hanno detto, scenderà anche a tre gradi».

Tra una tappa e l’altra dormirai in tenda, giusto?

«Sì, potevamo affittare un camper per maggiore comodità ma alla fine abbiamo deciso di vivere questa avventura calandoci pienamente nella realtà di un evento “selvaggio” in tutto e per tutto. Sicché, dopo ogni tappa, dormiremo nelle tende dei vari accampamenti previsti dall’organizzazione condividendo il fuoco che sarà accesso per tutta la notte per evitare che qualche animale pericoloso si possa avvicinare. Sì, mi aspetto una grandissima esperienza, sia in bicicletta che fuori».

Si corre rigorosamente con bici gravel e tu pedalerai sulla tua “Ardenne” giusto?

«Assolutamente sì! L’abbiamo presentata allo scorso Italian Bike Festival (clicca qui per scoprirla) di Misano e sono convinto che sarà un’ottima compagna di viaggio».

Ai tuoi tempi, quando eri un corridore professionista, le bici gravel non esistevano mentre oggi spopolano su tutti i fronti: che cosa ti piace di più di questa nuova disciplina?

«Mi piace perché è un ottimo compromesso tra la bici da strada e la Mtb. Le ruote un po’ più grandi permettono di pedalare un po’ ovunque, l’assetto non è così esasperato e la filosofia che ne consegue è quella giusta per chi vuole pedalare senza l’assillo di “fare il tempo”».

Torniamo alla Nedbank Gravel Burn. Cosa ti affascina di più di questa corsa che al via, tra i tanti partecipanti, vedrà anche il bicampione olimpico della Mtb Tom Pidcock?

«L’idea di pedalare in territori selvaggi, pedalare una “stage race” che per una settimana ci farà vivere tutti gomito a gomito e poi, ovviamente, la possibilità di spendere queste intense giornate con mia figlia per catturare insieme delle emozioni che non dimenticheremo facilmente».

E c’è, invece, una cosa che ti spaventa? Che oggi ti fa dire “ma chi me lo ha fatto fare”?

«No, al momento direi di no (sorride nuovamente, ndr) e spero davvero di non dovermelo chiedere nemmeno tra una settimana quando questa straordinaria avventura si sarà conclusa».

Guarda il video sul nostro canale Instagram in cui Maurizio Fondriest (all’Italian Bike Festival di Misano) ci parla della Gravel Burn e della nuova bici Ardenne…

chiudi

PROMOZIONE SPECIALE A QCT.IT
SITO SENZA LIMITI DA 3.99 €
ABBONAMENTO A UN MESE, SEI MESI O UN ANNO ABBONATI ORA