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giovedì, Settembre 10, 2026

Nedbank Gravel Burn, l’inventore Vermaak presenta la nuova avventura sudafricana con Fondriest e Pidcock

Nedbank Gravel Burn
La Nedbank Gravel Burn è in programma dal 26 ottobre al 1° novembre (credit: Rainedupon Media).
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Mancano ormai solo pochi giorni alla prima edizione della Nedbank Gravel Burn, il nuovo evento gravel in Sudafrica che punta in breve tempo a diventare uno degli appuntamenti più importanti dell’anno: ve ne abbiamo già parlato in questo pezzo di presentazione. L’inventore di questa gara a tappe di sette giorni, che comincerà domenica 26 ottobre e terminerà sabato 1° novembre, è Kevin Vermaak, che nel 2004 sempre in Sudafrica lanciò la Cape Epic, divenuta oggi una pietra miliare del mondo della mountain bike.

Dopo aver venduto la Cape Epic all’Ironman Group, e dopo la fine del patto di non-concorrenza, Vermaak ha lanciato questo nuovo, ambiziosissimo progetto, che ha subito saputo attrarre grandi nomi del ciclismo mondiale come Tom Pidcock, Lachlan Morton, Alison Jackson e Ashleigh Moolman-Pasio, e anche un grande ex come Maurizio Fondriest (in gara anche la figlia Carlotta). I partecipanti saranno in totale 500, provenienti da 28 nazioni. 

Le tappe saranno sette, nella zona est del Sudafrica: si partirà sul mare da Knysna per poi salire verso il deserto del Karoo e arrivare nella riserva naturale di Shamwari. Un’importante differenza con la Cape Epic è che la Nedbank Gravel Burn è una gara da affrontare in solitaria e non in coppia; inoltre, i manubri da mtb sono rigorosamente proibiti. Per presentare questo imminente appuntamento abbiamo rivolto alcune domande proprio all’ideatore Vermaak, che è sicuro che la Nedbank Gravel Burn sia destinata a un grande futuro.

Nedbank Gravel Burn
(Credit: Rainedupon Media).

Kevin, quando è nata l’idea di un nuovo evento gravel?

«L’idea è nata diciotto mesi fa e ho cominciato ufficialmente a lavorarci a luglio del 2024, quando è scaduto il patto di non-concorrenza con la Cape Epic. Ho riunito gran parte del team con cui lavoro ormai da più di vent’anni, e siamo molto ambiziosi: la Nedbank Gravel Burn ha il potenziale per eclissare tutto quello che abbiamo fatto con la Cape Epic».

Come avete deciso il format?

«Ci siamo resi conto che mancava una grande corsa a tappe per bici gravel, esattamente come vent’anni fa non ce n’era una per le mountain bike. Sarà una gara individuale e non in coppia perché lo riteniamo più sicuro, e poi ormai le competizioni gravel hanno già un format ben definito che non volevamo modificare».

Possiamo chiamare quella che partirà tra pochi giorni un’edizione zero o già una prima edizione a tutti gli effetti? 

«Già una prima edizione. Avremo al via 500 corridori, cioè il tetto massimo che avevamo stabilito: siamo sold out già da aprile, il costo di iscrizione era di 3300 euro tutto incluso. I professionisti saranno 71: 47 uomini e 24 donne. Molti di loro non hanno mai corso una gara gravel, e lo stesso Pidcock ha alle spalle solo i mondiali che ha disputato qualche giorno fa. Gli altri sono amatori divisi per fasce d’età: i più vecchi sono quattro uomini iscritti alla fascia 70-74 anni».

Nedbank Gravel Burn
(Credit: Retroyspective).

Oltre alla gara, i partecipanti vivranno una vera e propria full experience. 

«Esatto, e anche da questo punto di vista le differenze con la Cape Epic sono enormi. Lì siamo vicini a Cape Town e quindi i corridori di solito dormono in hotel; qui invece ci troviamo in un’area remota e in gran parte desertica. Per tutti i partecipanti abbiamo allestito i Burn Camps, piccoli villaggi con tende, cercando di renderli più confortevoli e comodi possibile».

Il gran finale, poi, sarà nella riserva naturale di Shamwari.

«Lì troveremo i cosiddetti “Big Five”, gli animali più iconici del Sudafrica: leoni, leopardi, elefanti, bufali e rinoceronti».

Hai già cominciato a pensare anche alle prossime edizioni?

«Per l’edizione 2026 le iscrizioni apriranno il 3 febbraio, al costo di 3.990 dollari tutto compreso: si correrà dal 25 al 31 ottobre. La nostra idea è quella di confermare anche per i prossimi anni questo stesso periodo, che è strategico: la stagione dei professionisti è finita e quindi in molti vengono a cimentarsi nel gravel, mentre gli amatori ci arrivano già allenati dopo l’estate e prima che il meteo cominci a peggiorare sensibilmente».

Per il futuro è possibile un ampliamento del numero di partecipanti? 

«Sicuramente: i percorsi gravel sono in grado di ospitare più corridori rispetto ai single track di mountain bike. Ci aspettiamo che i numeri crescano velocemente: come ho detto, questo evento ha il potenziale per diventare molto grande».

E allora appuntamento domenica 26 ottobre per l’inizio di questa grande avventura sudafricana, una gara che avremo l’opportunità di seguire da dentro con il nostro Niccolò Violati, che ogni giorno ci racconterà tutti i segreti di questa nuova manifestazione. Rimanete quindi sintonizzati su Quicicloturismo.it e sui nostri canali social per una copertura dettagliata giorno dopo giorno della Nedbank Gravel Burn!

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