Dopo un mese e mezzo di pausa, sono tornate le tappe del Giro d’Italia d’Epoca: lo scorso weekend, nella Piazza del Mercato di Marlia, si è infatti svolta la nona edizione de La Vinaria. La manifestazione ciclostorica, valida come nona tappa del Giro d’Italia d’Epoca e parte della Coppa Toscana Vintage, è organizzata da Roberto Lencioni, meglio conosciuto come “Carube”.
Carube, figura arcinota nel mondo del ciclismo – già meccanico di campioni come Mario Cipollini, oltre che direttore tecnico e direttore sportivo – è anche punto di riferimento per il Mercato Eroico e presenza costante all’Eroica, la “grande madre di tutte le ciclostoriche”, fin dai suoi albori.
Quello di fine agosto è così diventato un appuntamento fisso per gli appassionati, che si recano a La Vinaria come a una vera festa di famiglia. Tra i presenti, spesso nomi iconici della storia ciclistica, quest’anno spiccavano Giancarlo Brocci e Franco Rossi de L’Eroica di Gaiole.
La Vinaria: un week-end di eventi
L’occasione si è rivelata particolarmente ricca di suggestioni.
Il programma è iniziato il venerdì sera con la cena cubana, le danze caraibiche e uno spettacolo di danza del ventre. Gli eventi sono poi proseguiti il sabato mattina con l’E-Vinaria, visita guidata alla Centrale Enel di Vinchiana.
Nella stessa giornata si è tenuta anche la cerimonia di intitolazione della pista ciclabile che collega via Pesciatina alla sede comunale di Capannori a Luigi Colombini, il “calzolaio dei campioni”, originario proprio di Capannori. Alla presenza della figlia e delle autorità, Franco Bitossi ne ha ricordato la figura e il talento.
La mattinata è proseguita con un pranzo sotto gli ulivi all’Arca di Noè di Segromigno a Monte. La sera, la tradizionale Cena dei Vinari – antipasti locali, tordelli al ragù, roast-beef e fagioli all’uccelletta, torta co’ becchi – innaffiata dall’ottimo rosso de La Badiola e seguita dall’immancabile lotteria, ha chiuso la giornata in vista della levataccia della domenica.
La pedalata della domenica
Gli habitué hanno apprezzato il clima particolarmente mite e fresco, molto diverso dal gran caldo delle passate edizioni. Dopo una colazione schiettamente “vintage” a base di caffellatte e briosce, la pedalata è partita in un’atmosfera piacevole e rilassata.
Due i percorsi disponibili, diversi per lunghezza e dislivello, ma entrambi capaci di valorizzare la bellezza del territorio circostante: vegetazione rigogliosa, montagne, vigneti, ville antiche e un suggestivo passaggio sulle Mura. Ottimi – e abbondanti – i ristori, gestiti in toto dalla “Carube Family”: Cristina con Jessica ed Erika, insieme alle rispettive famiglie.
Le premiazioni hanno saputo intrecciare solennità e leggerezza: più istituzionali quelle del Giro d’Italia d’Epoca, che hanno premiato eleganza e coerenza rievocativa; più goliardiche quelle de La Vinaria, dai riconoscimenti ai ciclisti “meno leggeri” e “meno pesanti” al premio per la squadra più numerosa, dedicato con affetto e nostalgia all’amico Roberto Silva, tragicamente scomparso in un incidente.
Non è mancato, infine, l’immancabile premio in memoria di Luciano Berruti, il più grande degli eroici.














