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martedì, Ottobre 27, 2026

Posizione delle tacchette e scarpe moderne: come è cambiato l’arretramento?

tacchette scarpe
L'arretramento della tacchetta verso il centro del piede è davvero la chiave per migliorare il comfort e l'efficienza sulla lunga distanza?
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Oggi parliamo di tacchette, scarpe e posizione. Per decenni, la biomeccanica del ciclismo ha considerato intoccabile la cosiddetta “regola del primo metatarso”, che imponeva di posizionare l’asse del pedale esattamente sotto la sporgenza dell’alluce per garantire la massima leva di spinta. Negli ultimi anni, tuttavia, una parte sempre più consistente del mondo del bike fitting ha iniziato a riconsiderare questa convenzione, promuovendo l’arretramento della tacchetta verso il centro del piede come chiave per migliorare il comfort e l’efficienza sulla lunga distanza.

La ragione biomeccanica di questo cambiamento risiede nel ruolo dei muscoli del polpaccio durante il ciclo di pedalata: quando il punto di pressione si trova molto avanzato sull’avampiede, i polpacci devono lavorare ininterrottamente come stabilizzatori della caviglia, per poi attivarsi nella fase finale della spinta.

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Cosa succede spostando la tacchetta indietro…

Spostando la tacchetta all’indietro, l’estensione della caviglia diminuisce drasticamente, riducendo l’affaticamento dei polpacci e permettendo al piede di mantenere una posizione più piatta ed ergonomica sul pedale. Questo processo favorisce la cosiddetta condivisione del carico muscolare (load sharing), scaricando le articolazioni periferiche per ingaggiare in modo più costante ed efficace i grandi gruppi muscolari superiori, come glutei e femorali.

Questo assetto comporta inevitabilmente un compromesso sulla reattività secca: eliminando la spinta finale dell’articolazione della caviglia si perde parte di quel “richiamo” elastico (snap) fondamentale per gli scatti e i continui rilanci ad altissima potenza. Tuttavia, se per un corridore di circuito questa perdita rappresenta uno svantaggio competitivo, per chi affronta granfondo, viaggi o lunghe uscite a ritmo costante la priorità assoluta risiede nella stabilità, nella sostenibilità dello sforzo e nella prevenzione dei dolori.

I produttori di calzature da ciclismo hanno recepito questa tendenza integrando importanti novità tecniche nei modelli di nuova generazione. Se in passato arretrare in modo significativo il punto di spinta richiedeva l’impiego di piastre o adattatori esterni per guadagnare fino a 20 millimetri, le scarpe moderne offrono già di serie asole e fori di fissaggio posizionati più indietro sulla suola.

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Anche le scarpe si sono adattate

Marchi leader come Shimano incorporano ormai un’ampia finestra di regolazione integrata – con fino a un centimetro di scorrimento utile sulla piastra della tacchetta oltre all’escursione fornita dalla suola -, consentendo ai ciclisti di arretrare il punto d’appoggio in modo personalizzato ed ergonomico. 

Per integrare correttamente questa modifica nell’assetto complessivo della bicicletta, è fondamentale considerarla all’interno di una visione d’insieme. Poiché l’arretramento della tacchetta riduce l’estensione della gamba nel punto morto inferiore, il movimento richiede quasi sempre di abbassare leggermente la sella e avanzare leggermente la posizione complessiva sul movimento centrale.

Questa regolazione si abbina in maniera ideale all’adozione di pedivelle più corte, una combinazione capace di riaprire l’angolo dell’anca al punto morto superiore e rendere l’intera azione di pedalata ancora più fluida, aerodinamica e priva di sovraccarichi articolari.

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