Poco meno di due settimane di tempo, per cicloturisti e cicloamatori, per andare a perlustrare in anteprima la salita inedita del prossimo Lombardia World Tour, in programma sabato 10 ottobre. Giovenzana è una novità assoluta e si preannuncia come la seconda ascesa più dura dell’edizione 2026 della classicissima di chiusura. Le salite più ripide, al Lombardia, sono quelle più brevi, in primis il Civiglio, fatta eccezione per la Madonna del Ghisallo, che ha due tratti estremamente impegnativi. Selvino, Berbenno e Valpiana hanno pendenze meno rudi.
Scoprimo la salita di Giovenzana da vicino
La salita di Giovenzana è inserita a metà percorso ed avrà inizio al termine del tratto interlocutorio tra Bergamasca e Lecchese. Sarà imboccata al km 132,3, quando mancheranno 106,7 chilometri al traguardo di Como. Assomiglia molto al Civiglio, che sarà affrontato ad una ventina di chilometri dalla finish line. Un dislivello di 334 metri distribuito in 3,6 chilometri, con una pendenza media del 9,2%, inferiore solo di mezzo punto da quella del Civiglio (9,7% su 4,2 km), ma con una punta massima del 16% contro quella del 14% dell’ascesa che ha spesso deciso il Lombardia.
Il Giovenzana non sarà determinante perché per raggiungere il traguardo di Como si dovrà ancora pedalare per due ore e mezza, ma quel picco del 16%, unito ai numerosi tratti oltre il 10%, è destinato a rimanere nelle gambe.
La parte più dura
L’imbocco della salita è posto lungo la SP58 (“di Colle Brianza”), a Comera Inferiore, frazione del Comune di Santa Maria Hoè. Si inizia con un breve tratto in un piccolo nucleo abitato, ma già con pendenze attestate sull’8%. Si prende quota in maniera molto regolare, lungo una strada appartata, sulle pendici del Monte San Genesio e prima della conclusione del 1° chilometro si apre una serie di cinque tornanti raccolti nel breve spazio di 600 metri. L’ascesa si fa panoramica e già a partire dalla Cascina Mirabella (km 1.2) si aprono belle viste sulle colline dell’Alta Brianza, dominate dal famoso cocuzzolo di Montevecchia.
Al km 1,6, in corrispondenza di un’ampia curva a destra, si raggiunge Paù, piccolissima frazione collinare di Santa Maria Hoè, dove la sede stradale si restringe. Quando si lasciano le ultime abitazioni del borgo, al km 2,1, ha inizio uno spietato muro che in 750 metri supera un dislivello di 106 metri, pendenza media 14% con una punta del 16% al km 2,7, tra le villette di Cagliano, poco prima del sesto ed ultimo tornante dell’ascesa.
Il finale
La scalata si conclude virtualmente al km 3,0, subito dopo il bivio per Campsirago e Madonna del Sasso, proprio a Cagliano, che è frazione del Comune di Colle Brianza, altra località legata a stretta mandata al mondo del ciclismo. Rimangono poco più di 700 metri per raggiungere il Gran premio della Montagna, ma sono facilissimi, tutti sotto il 4%. Sgorga acqua fresca che invita ad una sosta al lavatoio che posto all’inizio dell’abitato, poi, prima di arrivare, in lievissima discesa, alla piccola piazzetta belvedere di Giovenzana è d’obbligo volgere lo sguardo a sinistra per ammirare l’estesissimo panorama sulla pianura, preceduta dalle alture di Montevecchia.
La successiva discesa è da affrontare con la massima prudenza. Strada stretta e serpeggiante che porta in due chilometri esatti a Colle Brianza (Piecastello), dove il Lombardia svolterà a destra per fare rotta verso Galbiate, attraverso Ravellino, Villa Vergano e Bartesate, mentre per i ciclisti in escursione resta aperta la possibilità di raggiungere il fondovalle attraverso le opzioni alternative di Dolzago (il versante classico del Colle Brianza) e di Santa Maria Hoè.














