La FAR Gravel Argenta torna il prossimo 19 settembre con un’edizione che segna un passo in avanti concreto, soprattutto nella proposta dei percorsi e nelle attività collaterali. La nona edizione (uno degli eventi gravel più longevi) non stravolge l’identità dell’evento, ma la evolve in modo intelligente, aggiungendo contenuti e ampliando l’esperienza complessiva per chi sceglierà di esserci.
Le iscrizioni sono già aperte e si possono effettuare sul sito ufficiale www.fargravel.it oppure tramite la piattaforma www.endu.it. Ma prima ancora di pensare a dove iscriversi, vale la pena capire cosa rende davvero interessante questa edizione.
Il bello di scegliere come viverla
Una delle chiavi della FAR Gravel è sempre stata la libertà. Libertà di ritmo, di approccio, di distanza. Quest’anno i percorsi sono quattro – 60, 100, 150 e 200 km –, ma il punto non è solo la scelta. È come questi tracciati sono stati ripensati. Il 60 km resta un invito: accessibile, mai banale, perfetto per entrare nello spirito dell’evento. Il 100 km continua a raccontare l’anima più pura del territorio di Argenta, con quei lunghi rettilinei che ti portano a trovare il tuo passo, immerso nei pensieri.
Poi però c’è la vera novità del 2026.
Il percorso da 150 km introduce per la prima volta la collina
E non è solo una questione di dislivello (circa 1000 metri), ma proprio di identità. Si passa da Argenta verso Campotto, Portonovo, Imola e i Tre Monti, con il passaggio accanto all’Autodromo Ferrari. Cambia il panorama, cambia il ritmo, cambia anche il modo di stare in sella. È il segnale più evidente di un evento che vuole continuare a crescere senza ripetersi.
Il 200 km, infine, è il viaggio vero. Ferrara, il Castello Estense, le Delizie degli Este, il mare. Un percorso che ha il sapore della randonnée, e non a caso rientra nel circuito ARI/Audax: qui più che la gamba conta la gestione, la testa, il piacere di stare dentro la giornata.
Non solo gravel: qui la bici diventa cultura (e persino collezione)
Se i percorsi rappresentano l’evoluzione sportiva, c’è un’altra novità che racconta molto della visione della FAR Gravel. Accanto al consolidato concorso degli artigiani, rinominato Master dell’Eccellenza della Bicicletta, debutta quest’anno un evento unico nel suo genere:
l’Asta dell’Eccellenza della Bicicletta, in programma venerdì 18 settembre. Parliamo della prima asta in Italia interamente dedicata alla bicicletta artigianale. Creazioni che stanno a metà tra tecnica e arte, tra funzione e identità.
Un evento che continua a evolversi senza perdere la sua natura
In un momento in cui il gravel è sempre più diffuso – e spesso orientato verso la performance – FAR Gravel continua a muoversi su una linea diversa. Qui restano centrali parole come esperienza, inclusività e condivisione. Puoi partecipare con qualsiasi bici, scegliere il tuo percorso e vivere la giornata senza la pressione del cronometro.
È una filosofia che, negli anni, ha costruito una vera e propria comunità. C’è poi un altro aspetto, forse meno evidente ma decisivo: il territorio. Pedalare ad Argenta e nel Delta significa entrare in un paesaggio che non ti aggredisce, ma ti accompagna. Strade bianche, acqua, silenzi, orizzonti larghi. È un ciclismo che ti chiede di rallentare lo sguardo prima ancora della velocità.
E in questo senso FAR Gravel riesce in qualcosa di non scontato: non usa il territorio come scenografia, ma come esperienza. Ti porta dentro, ti obbliga quasi a leggerlo.

Il gravel che non ha bisogno di etichette
In un’epoca in cui tutto tende a essere definito, segmentato, raccontato in funzione della performance, eventi come questo ricordano perché molti di noi hanno iniziato ad andare in bici. Non c’è classifica, non c’è pressione. C’è una traccia da seguire, delle persone con cui condividerla e un contesto che fa il resto.
Forse è proprio questa la forza di FAR Gravel: essere innovativa, ma coerente, mentre tutto intorno cambia. E, a ben vedere, non è poco.















