Settembre, sole alto e strade bianche che sembravano fatte apposta per accogliere ciclisti da tutta Italia: così, sabato 20 settembre, Argenta ha vissuto l’ottava edizione della Far Gravel. Dopo i rinvii e le difficoltà dello scorso anno, la manifestazione è tornata nel suo periodo naturale e il risultato è stato un vero e proprio abbraccio collettivo alla bicicletta e a tutto ciò che ruota attorno al suo mondo.
Al via si sono presentati circa 600 partecipanti, pronti a scegliere tra i quattro percorsi proposti: 50, 100, 150 e 200 chilometri. C’è chi ha pedalato con spirito cicloturistico, assaporando i paesaggi e i sapori del territorio, e chi invece ha voluto mettersi alla prova sulle distanze più lunghe, rese ancora più epiche da un caldo quasi estivo che ha accompagnato tutta la giornata.

Viaggio in un territorio unico
La Far Gravel, però, non è solo chilometri e fatica. È un viaggio dentro un territorio unico, che corre attorno all’antico corso del Po di Primaro, da sempre ponte naturale che unisce Ferrara, Argenta, Ravenna e il mare. Quest’anno il mare aveva il volto suggestivo di Comacchio e dei suoi lidi, mentre Argenta, cuore pulsante dell’evento, si confermava a metà strada del Percorso Primaro.
Qui pedalare significa molto di più: significa inseguire il volo dei fenicotteri rosa, attraversare un fiume su un traghetto che trasporta solo biciclette, fermarsi ad ammirare i colori del tramonto sulle Valli di Comacchio e di Argenta. Significa sentire sotto le ruote i canti delle mondine e degli scariolanti, rivivere la memoria di un territorio che, dalle acque e dalle devastazioni della guerra, si è trasformato in una pianura dorata, accogliente e dolce.

La tavola rotonda
Come da tradizione, la Far Gravel è anche un luogo di confronto. Venerdì sera, alla vigilia della partenza, si è svolta una tavola rotonda che ha visto protagonisti i produttori artigiani. Moderati da esponenti della stampa – fra cui anche noi di Cicloturismo – i telaisti si sono confrontati sullo stato attuale del mondo handmade e sulle sfide del mercato odierno. Ne sono emersi spunti molto interessanti, voci sincere e spesso poco ascoltate, che meritano invece maggiore attenzione e riconoscimento per il valore che portano al ciclismo.

Il giorno seguente, nel cuore del villaggio, si è rinnovato il tradizionale Concorso dei Produttori Artigiani, che ha trasformato la piazza in una galleria a cielo aperto. Telai unici, dettagli curati con amore e la creatività di chi lavora i materiali come fossero arte. Quest’anno, a conquistare il pubblico, è stato Gusoline, che con la sua bici ha saputo unire estetica e anima artigianale, aggiudicandosi il premio più atteso.

La due giorni si è chiusa con sorrisi, racconti e scambi tra appassionati, artigiani e semplici curiosi, in quel clima di festa che da sempre distingue la Far Gravel. Perché, in fondo, la sua magia è tutta qui: nel riuscire a intrecciare la polvere e la fatica con la bellezza delle biciclette artigianali e la voglia di stare insieme.













