
Continuano le schermaglie tra Federciclismo e ACSI. Ieri si è svolto un incontro al quale hanno partecipato FCI ed Enti di Promozione Sportiva che avevamo annunciato nei giorni scorsi. ACSI e la Federazione non hanno trovato un’intesa e l’ente ha diramato un comunicato molto duro (che potete trovare qui), in cui spiega le ragioni del mancato accordo.
ACSI, in sostanza, sostiene che la Federciclismo voglia gestire il ciclismo amatoriale come un vero e proprio monopolio, imponendo il proprio controllo su società e manifestazioni. Federciclismo, dal canto suo, non ha perso tempo e dopo qualche ora ha pubblicato un comunicato che annuncia il rinnovo delle convenzioni per l’anno 2026 con ben nove EPS, che pubblichiamo qui sotto.
Ecco il comunicato della Federciclismo
«Roma – Martedì 4 novembre, a seguito di un incontro tra il presidente di Commissione Amatoriale, Gianni Cantini, il vicepresidente federale referente per il settore, Saverio Metti, e i rappresentanti degli Enti di Promozione Sportiva, è stato trovato l’accordo per il rinnovo delle stesse convenzioni per l’anno 2026 con Uisp, AICS, Csain, CSI, Opes, ASI, Us Acli e Csen».
Ma quali sono i rischi per il mondo delle Gran Fondo?
Allo stato dei fatti abbiamo quindi una sospensione unilaterale decisa da FCI, con la conseguenza che i tesserati ACSI non potrebbero per ora partecipare a eventi FCI e di altri enti. E questo problema non sarebbe risolvibile neanche con la sottoscrizione di una tessera giornaliera. Poiché, da quanto affermato dalla FCI in una recente intervista, la tessera giornaliera, in presenza di un’altra tessera, risulterebbe come un doppio tesseramento, vietato dai regolamenti sportivi. Una situazione che al momento non ha vie d’uscita, anche se potrebbe esserci l’escamotage dell’inscrizione senza tesseramento e team di appartenenza, ma solo come atleta individuale con certificato medico.
il rischio è di ripercussioni negative su tutto il mondo del ciclismo. Ma questo mancato accordo non incide soltanto sulle tasche dei granfondisti e di chi partecipa agli eventi: tanti organizzatori potrebbero essere costretti a gettare la spugna, anche alla luce degli aumenti dei costi per il 2026, se questa situazione non rientrerà .
E questo incide sul movimento amatoriale, ma anche sugli sponsor. Dietro a un evento c’è infatti un’azienda che decide di investire e credere in un determinato progetto a due ruote. Ci sono persone che si espongono e vivono di questo sport. E spesso questa azienda è un marchio di abbigliamento, di biciclette o di accessori. E ci poniamo anche un’altra domanda: in caso di danno economico, chi risarcirà gli organizzatori?
Se questa vicenda allontanerà i granfondisti dalle gare, a farne le spese sarà anche il mercato e i suoi prodotti, non soltanto gli Enti di Promozione Sportiva e la Federazione Ciclistica Italiana. La speranza, quindi, è che tutti facciano la propria parte, perché in gioco ci sono interessi molto più importanti di una Gran Fondo.
Ce lo auguriamo tutti…












