
Partito venerdì 6 settembre dal Gran San Bernardo, Paolo Muzi è giunto sabato 21 dello stesso mese a Roma, concludendo così un viaggio che ha dell’incredibile. Dietro a queste 16 tappe affrontate dall’amatore romano (tutte sulla Francigena) si cela un importantissimo messaggio. Muzi, nonostante sia diversi anni malato di Parkinson, e ha deciso di percorre 1050 km (dalla Svizzera a Roma), tutti in bicicletta, per dimostrare che pure chi viene colpito da questa malattia può vivere un’avventura del genere.
Come ci aveva raccontato lo stesso Paolo in un’intervista sul nostro sito due mesi fa, la triste notizia è arrivata nell’estate del 2017. Lui, però, non ha voluto farsi abbattere dalla sfortuna. Anzi ha trovato un modo reagire e mettersi in gioco. Fare un viaggio in bicicletta era un suo sogno da tempo e, con il supporto della Fondazione Limpe (Onlus che sostiene i malati di Parkinson), ha organizzato questo viaggio.

«L’iniziativa è nata un po’ per gioco, ma alla fine si è concretizzata in una pedalata di 1050 km dal Gran San Bernardo a Roma. Io sono affetto dal Parkinson, una malattia neurodegenerativa incurabile. Giusto per citare alcuni casi noti, ne sono rimasti vittima anche Papa Wojtyła (Giovanni Paolo II), Cassius Clay e Michael J. Fox. Lo scorso anno, una volta andato in pensione, ho quindi deciso di fare un viaggio in bici per dimostrare che l’attività fisica è la miglior medicina contro questa malattia», ci ha raccontato Paolo Muzi.
Per chi volesse replicare il viaggio, o prendere spunti sul tracciato, tutte le tappe sono state interamente documentate sulla pagina Instagram dell’iniziativa: tremare_senzapaura










