Non aveva l’autorizzazione dell’agenzia delle dogane e dei monopoli: per questo motivo la pista di cicloturismo in fase di realizzazione tra Macugnaga (Verbano-Cusio-Ossola) e Saastal, in Svizzera, è stata posta sotto sequestro dalla guardia di finanza del comando provinciale di Verbania. I militari delle Fiamme Gialle, coordinati dalla procuratrice della Repubblica di Verbania, Olimpia Bossi, hanno accertato l’assenza dell’autorizzazione dell’agenzia delle dogane e dei monopoli necessaria per tutte le opere che incidono sulla linea doganale di confine.
Secondo la Guardia di Finanza i lavori, “in avanzato stato di realizzazione”, sono risultati anche in “sostanziale difformità” rispetto al progetto presentato dal Comune di Macugnaga come stazione appaltante e approvato e autorizzato da Regione Piemonte, Provincia del Verbano-Cusio-Ossola e Soprintendenza: il tracciato è risultato differente da quello previsto, sia dal punto di vista planimetrico che morfologico, senza che fosse stata presentata una richiesta di variante al progetto. Il sentiero è risultato essere stato realizzato con pendenze ben più significative di quanto autorizzato: modifiche che, secondo le fiamme gialle, cambiano anche lo “scopo” dell’ opera, cioè creare un percorso cicloturistico adatto a tutti.
Il progetto prevede di collegare le due località attraversando il confine italo-svizzero presso il passo del Moro a oltre 2.800 metri di quota ed è stato finanziato dal Comune di Macugnaga tramite fondi del Programma InterregItalia-Svizzera per un importo di 1,5 milioni di euro.













