L’italiano Cristian Auriemma ha colto un prestigioso podio nella massacrante Peninsular Divide, un’ultracycling che si è svolta all’inizio della seconda metà di ottobre in Malesia. Ha colto il secondo posto, preceduto di meno di due ore dal vincitore della gara, il polacco Marek Rupiński. La non stop si è svolta sulla distanza di 1.521 chilometri, con molti settori su strade bianche, da Pengerang/Johor, all’estremità meridionale della Malesia peninsulare, a Wang Kelian/Perlis, a pochissima distanza da Singapore e dal confine con la Thailandia. Dislivello totyale di 21.000 metri.
Cristian Auriemma, 52 anni appena compiuti, è originario di Biella ed ha corso quattro anni tra i professionisti vestendo le maglie di Scrigno-Gaerne, Navigare-Gaerne ed Alexia Alluminio, compagno di squadra di Petacchi, Minali, Quaranta, Hervé e Pieri, dopo aver vinto, da dilettante, il Piccolo Giro di Lombardia.
Il vincitore della Peninsular Divide, Marek Rupiński, è dal canto suo un espertissimo ultracycler. Ha 32 anni e nel 2025 s’è imposto da dominatore nella Race Around Poland. Con il tempo di 75 ore e 34 minuti ha stabilito il nuovo record della manifestazione. Cristian Auriemma ha completato la distanza in 77 ore e 20 minuti. Il podio è stato completato dall’irlandese Samuel Thompson, terzo in 84 ore e 13 minuti.
Alla Peninsular Divide 2026 hanno partecipato 38 ultracycler in rappresentanza di una quindicina di Paesi. Due gli italiani: oltre a Cristian Auriemma ha gareggiato anche il laziale Stefano Pellegrini.
«Sono riuscito a realizzare questo sogno – ha scritto sui suoi profili social Cristian Auriemma – attraversando questo incredibile paese circondato dalle foreste. Il caldo, l’umidità e la torrenziale pioggia monsonica hanno reso la gara più dura del previsto, specie di notte, ma anche emozionante. Sono riuscito a resistere al fortissimo Marek Rupiński fino all’ultima sera, poi le mie gambe mi hanno detto ‘ciao ciao’ e il polacco ha vinto meritatamente. Attraversando la giungla ho sentito più volte il ruggito delle tigri, ma non mi sono mai distratto né allarmato. Sono sicuro di aver raggiunto i miei limiti senza superarli e non voglio superarli, è abbastanza».













