15.8 C
Rome
sabato, Ottobre 17, 2026

TTG 2026, il cicloturismo cresce davvero? La parola ad Alessandra Mori del Natural Village Resort

La direttrice del Natural Village Resort Alessandra Mori e il Food and Beverage Manager Fabio Mancaniello, davanti allo stand della Regione Marche.
Reading Time: 8 minutes

Si parla spesso di cicloturismo dal punto di vista di chi pedala: itinerari da scoprire, territori da esplorare, servizi dedicati e nuove destinazioni. Ma cosa succede dall’altra parte? Come vivono questa crescita le strutture ricettive e, soprattutto, quali risultati stanno ottenendo investendo nell’ospitalità per ciclisti?

È una domanda che abbiamo portato con noi al TTG Travel Experience 2026 di Rimini, uno dei principali appuntamenti dedicati al settore turistico, dove abbiamo incontrato Alessandra Mori, direttrice del Natural Village Resort di Porto Potenza Picena, nelle Marche.

Un confronto che nasce anche dalla nostra esperienza diretta. Il Natural Village lo avevamo visitato già a gennaio, quando la struttura si preparava alla nuova stagione e avevamo avuto modo di conoscere da vicino la sua organizzazione e i servizi pensati per chi viaggia in bicicletta.

Ci siamo poi tornati a settembre, dal venerdì alla domenica, in occasione della 5Mila Marche, la granfondo inserita nel calendario del Prestigio di Cicloturismo.

Due momenti molto diversi: il primo dietro le quinte, il secondo nel pieno dell’accoglienza dei partecipanti a una manifestazione ciclistica. Un’occasione per osservare come una struttura di queste dimensioni riesca ad adattarsi alle esigenze di chi pedala, dalla gestione delle biciclette alla ristorazione, fino alla possibilità di vivere la vacanza insieme alla famiglia.

Nel corso dell’anno avevamo già raccontato il progetto primaverile “Le Marche in Bici” e le proposte dedicate al cicloturismo nel finale di stagione. Al TTG abbiamo voluto allargare il discorso, facendo con Alessandra un bilancio della stagione e cercando di capire quali opportunità e quali difficoltà incontrino oggi gli operatori turistici che scelgono di investire nel mondo della bicicletta.

Una stagione positiva, con il cicloturismo che aiuta ad allungare il calendario

Alessandra, partiamo da un bilancio della stagione. Quali risultati avete registrato e quanto sta incidendo il movimento cicloturistico?

«Abbiamo avuto un flusso turistico straordinario, con una crescita dei numeri e soprattutto una buona costanza delle presenze. La cosa interessante è che abbiamo chiuso settembre e i primi giorni di ottobre mantenendo volumi ancora abbastanza solidi. Per una struttura grande come la nostra è un aspetto fondamentale, perché abbiamo dinamiche differenti rispetto a un piccolo albergo. Riuscire a rimanere aperti fino a metà ottobre, continuando ad avere buoni riscontri, è uno dei nostri principali obiettivi. Vogliamo uscire dalla stagione turistica tradizionale dei tre mesi estivi».

Un risultato che assume particolare significato proprio in relazione al cicloturismo. Primavera e autunno, infatti, sono periodi nei quali temperature e condizioni climatiche favoriscono le attività in bicicletta, permettendo alle strutture di intercettare una clientela diversa da quella tipicamente balneare.

E dal punto di vista specifico dei ciclisti, notate una crescita effettiva delle presenze?

«Sì, il cicloturismo è aumentato. Vediamo crescere sia il cicloturista individuale, che arriva con la propria bicicletta, conosce già le sue esigenze e utilizza i servizi del resort in completa autonomia, sia il movimento legato agli eventi. La 5Mila Marche è probabilmente l’esempio più significativo. È una manifestazione che negli ultimi anni è cresciuta molto e siamo contenti di essere una delle strutture che ospitano i partecipanti. Allo stesso tempo stiamo lavorando anche con le piccole squadre e con le realtà che organizzano eventi ciclistici sul territorio».

Una crescita che abbiamo potuto osservare anche noi durante il fine settimana della 5Mila Marche. La manifestazione rappresenta ormai un appuntamento capace di coinvolgere non soltanto i ciclisti, ma anche accompagnatori e gruppi organizzati, con ricadute sull’ospitalità locale che vanno oltre la sola giornata di gara.

Per una struttura ricettiva, infatti, la presenza di eventi di questo genere può tradursi in pernottamenti distribuiti su più giornate, valorizzando periodi dell’anno tradizionalmente meno legati al turismo balneare.

Non basta una bike room: la differenza la fanno flessibilità e servizi

Abbiamo avuto modo di conoscere la vostra struttura in due momenti diversi della stagione. Secondo te, cosa apprezza maggiormente un cicloturista nell’ospitalità del Natural Village?

«Sicuramente la flessibilità, insieme ai servizi di ristorazione. Abbiamo una struttura che ci permette di adattarci alle esigenze degli ospiti, anche grazie alla gestione diretta del Food & Beverage. Questo ci consente di essere molto più agili nell’organizzazione».

È proprio questo uno degli aspetti che ci aveva colpito durante la nostra permanenza.

Per chi partecipa a una granfondo o programma diverse giornate in bicicletta, gli orari della ristorazione, la disponibilità dei servizi e la facilità negli spostamenti all’interno della struttura possono fare una differenza sostanziale.

Il Natural Village, affacciato sull’Adriatico, si sviluppa attraverso chalet indipendenti in legno, con spazi facilmente accessibili e privi di barriere architettoniche. Una configurazione che favorisce gli spostamenti quotidiani, anche quando si deve gestire l’attrezzatura sportiva.

C’è poi la bike room attrezzata, con deposito per le biciclette, zona lavaggio e un piccolo angolo officina per gli interventi di manutenzione più semplici. Servizi che oggi rappresentano una base importante per qualsiasi struttura voglia proporsi concretamente come bike friendly.

Sono proprio questi dettagli a distinguere una struttura che accoglie occasionalmente dei ciclisti da una che ha sviluppato un’offerta specifica per loro. Il Natural Village ha raccolto nella propria sezione “In sella alla bici” le informazioni dedicate all’ospitalità cicloturistica, offrendo un riferimento utile a chi sta valutando un soggiorno nelle Marche con la propria bicicletta.

Ma il valore aggiunto, soprattutto per una realtà che non si rivolge esclusivamente agli sportivi, è la possibilità di combinare esigenze differenti. Il ciclista può programmare la propria uscita mentre gli accompagnatori hanno a disposizione gli altri servizi del resort, senza che l’intera vacanza debba necessariamente ruotare intorno alla bicicletta.

A questo si aggiunge la posizione geografica, con il mare a pochi passi e l’entroterra marchigiano facilmente raggiungibile, oltre alla vicinanza alle principali infrastrutture di collegamento, comprese stazioni ferroviarie e aeroporto.

Dal ciclismo all’enogastronomia: quando il resort diventa un punto di partenza

Il cicloturista, però, non cerca soltanto chilometri da percorrere. È anche un viaggiatore curioso, interessato ai borghi, ai produttori locali e alle esperienze del territorio. Come state lavorando su questo aspetto?

«Abbiamo una rete consolidata di fornitori e collaboratori locali che ci permette di costruire esperienze direttamente dal resort. Possiamo proporre visite ai borghi, alle cantine, ai piccoli produttori, wine experience e altre attività legate all’enogastronomia. Per esempio, abbiamo organizzato un picnic per alcuni ospiti che stavano facendo un’escursione in bicicletta. Sono arrivati nel punto concordato e hanno trovato, a sorpresa, il picnic che avevamo preparato per loro. Sono cose che riusciamo a fare proprio grazie alla nostra organizzazione e alla gestione diretta della ristorazione, che ci consente una flessibilità non così scontata nelle strutture ricettive».

Un esempio concreto di come l’ospitalità cicloturistica possa andare oltre il semplice pernottamento.

Chi sceglie una vacanza in bicicletta spesso cerca proprio questo: raggiungere un borgo poco conosciuto, fermarsi in una cantina, scoprire un prodotto tipico e trasformare l’uscita in un’esperienza che coinvolga anche la cultura del luogo.

Il Natural Village sta sviluppando questa filosofia facendo leva sulle collaborazioni territoriali e sulla possibilità di personalizzare il soggiorno. Un approccio che può interessare tanto il cicloturista alla ricerca di una vacanza rilassante quanto l’amatore evoluto che desidera alternare giornate impegnative sui pedali e momenti di scoperta.

Ed è proprio la capacità di mettere in relazione ospitalità, sport ed enogastronomia a rappresentare una delle opportunità più interessanti per il turismo marchigiano.

Marche, un potenziale enorme che deve ancora trovare una regia comune

Le Marche hanno un patrimonio ciclistico importante, tra percorsi su strada, gravel, borghi e paesaggi. Cosa manca, secondo te, per trasformare tutte queste realtà in una destinazione cicloturistica ancora più riconoscibile?

«Quello che manca è qualcosa di più organico, che riesca a dare maggiore visibilità alle Marche come regione ciclistica e cicloturistica. Sono due canali diversi, entrambi importanti.

Noi facciamo la nostra parte, cerchiamo di essere presenti su tutti i canali nei quali si parla di ciclismo e continuiamo a investire in questa direzione. Però sarebbe importante riuscire a costruire un coordinamento più ampio».

È un tema che emerge spesso quando si parla di sviluppo del cicloturismo: avere belle strade e strutture ricettive preparate non basta, se manca una strategia capace di collegare l’offerta.

Le Marche dispongono di un territorio particolarmente vario. In pochi chilometri si passa dalla costa alle colline, dalle strade bianche ai borghi dell’entroterra, fino ai percorsi più impegnativi verso l’Appennino.

Anche il progressivo collegamento delle reti ciclabili può contribuire a rendere la regione più accessibile e attrattiva. La sfida è trasformare queste opportunità in un sistema organizzato, coinvolgendo strutture ricettive, operatori del territorio, associazioni e tour operator.

E sul mercato internazionale? Le Marche possono diventare una destinazione più conosciuta anche tra i cicloturisti stranieri?

«Assolutamente sì. Il problema, probabilmente, è riuscire a portarli qui la prima volta, perché sappiamo che chi scopre le Marche poi tende a tornare.

È una regione che conserva ancora una grande autenticità, soprattutto nell’entroterra. Che si parli di bici da corsa, gravel o e-bike, abbiamo colline, strade bianche, paesaggi sul mare e percorsi verso la montagna. C’è davvero tanto da offrire.

Stiamo partecipando anche a fiere all’estero, guardando in particolare a nuovi mercati, tra cui quelli dell’Europa orientale, per cercare di intercettare ulteriori fasce di clientela».

Il confronto con regioni che hanno già sviluppato un’identità cicloturistica forte, come Emilia-Romagna e Puglia, diventa inevitabile. Non tanto per replicarne il modello, quanto per comprendere come organizzazione, promozione e collaborazione tra operatori possano contribuire a rendere una destinazione riconoscibile anche oltre i confini nazionali.

Il futuro del Natural Village: gruppi, squadre e nuove esperienze

Guardando al prossimo futuro, quale sarà il passo successivo per il Natural Village nel mondo del cicloturismo?

«Vorremmo riuscire a fare qualcosa di più strutturato dal punto di vista dell’incoming, soprattutto per piccoli gruppi, squadre e gruppi di cicloturisti. Abbiamo lavorato tanto sulla promozione e sulla costruzione dei servizi. Siamo convinti di avere le capacità e una rete di partner con cui sviluppare proposte realmente interessanti. Non siamo soli: ci sono il Comune di Potenza Picena e tante realtà del territorio con le quali possiamo costruire percorsi ed esperienze appaganti. Crediamo molto in questo progetto e vogliamo continuare a farlo crescere».

È probabilmente questo il passaggio più interessante emerso dalla nostra conversazione al TTG.

Il Natural Village non considera più il cicloturismo soltanto come un servizio aggiuntivo da proporre ai propri ospiti, ma come un segmento turistico sul quale costruire una programmazione specifica, capace di coinvolgere gruppi organizzati, società sportive e viaggiatori alla ricerca di esperienze autentiche.

E il discorso può essere esteso a molte altre strutture ricettive. Il cicloturismo non richiede necessariamente di trasformare un hotel in un centro di allenamento: richiede piuttosto di comprendere le esigenze di chi pedala, adattare i servizi e saper valorizzare ciò che il territorio ha da offrire.

Per approfondire l’offerta di ospitalità e le esperienze proposte dal resort, è possibile visitare il sito ufficiale del Natural Village Resort oppure consultare la sezione “In sella alla bici”, dedicata ai servizi e alle opportunità di soggiorno per gli appassionati di ciclismo.

chiudi

PROMOZIONE SPECIALE A QCT.IT
SITO SENZA LIMITI DA 3.99 €
ABBONAMENTO A UN MESE, SEI MESI O UN ANNO ABBONATI ORA