Abbiamo provato i nuovi supporti per Insta360 GO Ultra, dal petto al casco: praticità, qualità del POV e qualche limite nell’utilizzo.
Li avevamo presentati al momento del lancio, adesso li abbiamo portati in strada. I nuovi supporti dedicati alla Insta360 GO Ultra sono finiti nella nostra dotazione durante diverse uscite e, soprattutto, durante la Granfondo 5Mila Marche, dove abbiamo utilizzato la piccola action cam anche in gara.
Qui trovate la presentazione completa dei nuovi accessori per GO Ultra
Il risultato? Due modi molto semplici per ottenere un vero POV in bicicletta, con caratteristiche però piuttosto differenti. La fascia sul petto privilegia praticità e stabilità, ma richiede qualche attenzione in più nel trovare l’inquadratura corretta. Il supporto sul casco, invece, è quello che ci ha convinto maggiormente per immediatezza e coinvolgimento delle immagini.
E c’è un aspetto che accomuna entrambi: con una GO Ultra così piccola e leggera, passare da una posizione all’altra richiede davvero pochi secondi.
Ligthweight Chest Strap: pratica, ma attenzione all’inquadratura
Partiamo dalla Lightweight Chest Strap, la fascia che permette di portare la GO Ultra direttamente sul petto attraverso il suo sistema di aggancio magnetico.
È una soluzione decisamente meno ingombrante rispetto ai classici chest mount da action cam e può essere utilizzata in più configurazioni. La base della videocamera può essere abbinata alla fascia dedicata oppure, con i modelli compatibili, direttamente alla fascia cardio che già utilizziamo durante l’allenamento. In alternativa, sulla fascia è possibile sistemare l’attacco lateralmente rispetto al sensore cardio, evitando così di aggiungere inutilmente altro materiale sul petto.
Una volta sistemata, la GO Ultra rimane molto vicina al corpo e il risultato è un POV stabile, con braccia, manubrio e strada che entrano nell’inquadratura. Una visuale che rende bene la sensazione della pedalata.
Proprio utilizzandola sulla bici da strada, però, abbiamo individuato un aspetto sul quale vale la pena soffermarsi.
La posizione del ciclista road è inevitabilmente inclinata in avanti e, quando si assume una postura più aerodinamica, l’orientamento del busto porta anche la videocamera a puntare maggiormente verso il basso. Se la fascia viene indossata nella posizione più naturale, quindi non troppo alta sul petto, si rischia di avere nell’inquadratura molta bici e molte braccia, sacrificando invece la strada e l’orizzonte.
Per correggere il POV bisognerebbe portare la fascia parecchio in alto, arrivando però in una zona vicina alle ascelle che non è quella più naturale né comoda per indossarla.
Non è un difetto che compromette il funzionamento del supporto, ma una caratteristica da considerare soprattutto su una bici da corsa: prima di partire conviene controllare bene l’angolo di ripresa, magari attraverso l’Action Pod, e trovare il compromesso migliore tra posizione della fascia e quantità di strada che vogliamo avere nell’immagine.
Sul casco cambia tutto: è il POV che ci è piaciuto di più
Con il supporto da casco l’esperienza è differente e, nella nostra prova, è stata anche quella più convincente.
La GO Series Road Cycling Helmet Mount, utilizzata insieme al Magnetic Easy Clip, permette di fissare la GO Ultra attraverso le aperture del casco. L’intero sistema rimane molto leggero e, una volta partiti, la presenza della videocamera sulla testa si avverte pochissimo.
Del resto la GO Ultra pesa appena 53 grammi, e proprio su un supporto di questo tipo le sue dimensioni acquistano ancora più senso.
Ma è soprattutto il risultato video a fare la differenza.qui trovate il nostro approfondimento sulla GO Ultra Tadej Pogačar Edition
La videocamera si trova praticamente sopra la linea degli occhi e segue ogni movimento della testa. Quando guardiamo dentro una curva, ci giriamo verso un altro ciclista o osserviamo quello che abbiamo accanto, anche l’inquadratura si sposta nella stessa direzione.
Il risultato è un POV estremamente immersivo, molto vicino alla visuale che abbiamo realmente mentre pedaliamo. Guardando successivamente le immagini, la sensazione è quasi quella di tornare dentro quel momento.
Dalla strada alla 5Mila Marche: la prova anche in gara
Non ci siamo limitati a qualche uscita tranquilla. Abbiamo utilizzato il supporto da casco anche durante la 5Mila Marche, quindi in un contesto nel quale alla qualità dell’immagine si aggiungono continui cambi di ritmo, movimenti della testa, altri ciclisti intorno e la necessità di non avere qualcosa che disturbi mentre si pedala.
Ed è probabilmente il banco di prova che ci ha fatto apprezzare maggiormente questa configurazione.
La GO Ultra rimane praticamente fuori dai pensieri e permette di registrare quello che succede davanti e intorno al ciclista senza dover intervenire continuamente sulla videocamera. In un evento come una granfondo significa riuscire a portare dentro il video non soltanto la strada, ma anche il gruppo, i sorpassi, i cambi di direzione e tutto quello che normalmente osserviamo mentre siamo in sella.
Dal petto al casco anche mentre si pedala
C’è poi un vantaggio che emerge soltanto utilizzando realmente questi accessori: la velocità con cui si può cambiare configurazione.
Il sistema magnetico della GO Ultra permette di sganciare la videocamera dal petto e portarla sul casco in pochi istanti. Una volta presa confidenza con gli agganci, l’operazione è talmente semplice che può essere effettuata anche mentre si è in bici, naturalmente quando le condizioni permettono di farlo in sicurezza.
Questo consente di alternare due prospettive nella stessa uscita senza fermarsi ogni volta a smontare staffe o avvitare supporti.
Per chi crea contenuti è un vantaggio importante. Una ripresa dal petto restituisce bene il lavoro del ciclista e la presenza della bici; quella dal casco apre maggiormente la scena e segue lo sguardo. Alternandole, anche un semplice video di un’uscita diventa molto più dinamico.
Il nostro giudizio dopo la prova
Dopo averli utilizzati su strada e in gara, la sensazione è che questi nuovi accessori sfruttino molto bene quella che rimane una delle caratteristiche più interessanti della Insta360 GO Ultra: essere abbastanza piccola da poter cambiare posizione continuamente senza complicare la vita al ciclista.
La Lightweight Chest Strap è pratica, leggera e poco invasiva. Sulla bici da corsa richiede però qualche prova in più per trovare l’altezza e soprattutto l’angolo corretto, perché con il busto inclinato in avanti il rischio di ottenere un’inquadratura troppo rivolta verso il basso è concreto.
Il supporto da casco è invece quello che ci ha convinto maggiormente. Pesa pochissimo, durante la pedalata quasi non si avverte e restituisce un POV davvero coinvolgente, probabilmente il più vicino alla visuale reale del ciclista tra quelli che abbiamo provato con la GO Ultra.
Soprattutto, entrambi mantengono tutto molto semplice: agganciare la videocamera, partire e registrare.
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Qui trovate il nostro approfondimento sulla GO Ultra Tadej Pogačar Edition



















