
C’è una cosa che Ridley è sempre stata capace di fare: anticipare le mosse. In inglese basta una parola per racchiudere questo concetto ed è “trendsetter”. Una parola potrebbe bastare anche per descrivere questa nuova creazione da parte della casa belga e la si trova già nel titolo: fast. Dopo una giornata di test, però, le sensazioni e le informazioni sono tante ed è doveroso condividerle. L’azienda belga ci ha dato l’opportunità di provare la nuova Kanzo Fast 2.0 sulle colline sterrate nei dintorni di Girona, in Spagna, informandoci prima di quanto fosse veloce e al tempo stesso confortevole.
Prima di confermavi che è veramente molto veloce e incredibilmente confortevole, però, è necessario fare un passo indietro. Lo facciamo analizzando il momento in cui l’abbiamo vista dal vivo per la prima volta. Il primo pensiero è stato quello di averla già vista da qualche parte, e sono serviti alcuni secondi per capire che la bici a cui stavamo pensando era la Ridley Noah Fast.
Ispirata dalla Noah
Per chi ne fosse all’oscuro, la Noah è una bici da strada super aerodinamica che l’azienda belga ha lanciato al Tour de France nel 2006. E che continua ad aggiornare ed innovare con nuove forme sempre orientate a fendere l’aria il più possibile (proprio al Tour di quest’anno, Søren Wærenskjold ha vinto la frazione più veloce della storia della Boucle su una Noah Fast percorrendo 161 chilometri alla velocità media di 50,9 km/h).
Le somiglianze sono molte, soprattutto nella parte anteriore della bici, dove troviamo un tubo obliquo sovradimensionato e un tubo sterzo allungato. La conferma arriva poco dopo da parte dello staff di Ridley che ci spiega come il progetto della Kanzo Fast 2.0 sia partito proprio dalla terza generazione della tecnologia aerodinamica di Ridley. La stessa sviluppata per la Noah, che prevede delle geometrie dedicate per gestire al meglio il flusso d’aria attorno al telaio e alle borracce.
Tire clearance di 58 millimetri
Come detto in precedenza, quella somiglianza la ritroviamo anche nelle prestazioni, perché la Kanzo Fast 2.0 è veramente veloce, ma non solo. Ad essa si aggiunge un incredibile comfort grazie alla possibilità di ospitare copertoni con una larghezza fino a 58 millimetri. Le medie orarie nelle competizioni gravel stanno aumentando ed è diventato fondamentale avere una bici che consenta di risparmiare watt e che, al tempo stesso, perdoni il corridore quando non in grado di schivare rocce, radici o buche proprio per un ingresso in un settore tecnico a velocità elevata.
Gli pneumatici più larghi possono offrire maggior trazione e comfort, facendo sì che i vantaggi sui terreni più impervi possano superare l’eventuale svantaggio dovuto dalla loro larghezza. Per non perdere in velocità, la geometria è stata completamente modificata rispetto al modello precedente partendo dallo studio della bici non scissa dal ciclista ma come un tutt’uno.
I test realizzati in galleria del vento dall’Aero Performance Lab dimostrano che le nuove geometrie sono molto più veloci rispetto alla versione precedente. L’angolo del tubo sterzo più verticale, per esempio, porta il ciclista più avanti sulla bici facilitando il mantenimento di una posizione più efficiente e per una lunga durata.
Movimento centrale ribassato
Il movimento centrale è stato abbassato, sia per compensare il maggior diametro degli pneumatici sia per garantire una maggior stabilità alle alte velocità. Inoltre, per non perdere in agilità sono intervenuti sull’avancorsa della forcella che è stata adattata al maggior raggio della ruota. Sul tubo obliquo è stato ricavato anche uno spazio in cui inserire una camera d’aria, una bomboletta di CO₂ e un multitool per essere sempre al sicuro durante le uscite.
Il risultato è una bici che dà il meglio di sé ad alte velocità ma che non dimentica la necessità di essere guidabile e confortevole nelle parti più tecniche e difficili in cui si può incappare nelle competizioni. In termini numerici, tra la versione precedente con tubeless da 38 millimetri e quella attuale montata con pneumatici da 55 si perdono due soli watt a una velocità media di 36 chilometri orari, mentre in galleria del vento (di cui Ridley è proprietaria) il sistema bici+corridore risulta più efficiente di sette watt.




















