
E’ venuto a mancare Giovanni Giaccone. Dopo 2.302.602 chilometri in bici. Una vita sui pedali, il professore piemontese si è spento a 89 anni all’Hospice di Busca dopo una lunga malattia. L’ultimo giorno in sella lo scorso 27 febbraio, tre soli chilometri per andare da casa in clinica per una serie di accertamenti. Esito inappellabile: tumore.
Nessuno come lui, almeno in Italia, ha percorso una tale sditanza nella propria carriera ciclistica. I chilometri pedalati equivalgono a 56 giri della Terra all’Equatore e a 650 volte il Giro d’Italia. Il suo record nel 2007: 59.180 chilometri. Primato mensile nel maggio 2005: 6.047 chilometri. Per quindici anni di fila, dal 1997 al 2012, non ha percorso meno di 50.000 chilometri a stagione. Per ben 18 anni è uscito regolarmente in tutti i 365 giorni. Il suo 2025 si era chiuso con 11.161 chilometri. A 88 anni. Tutte documentate, le sue uscite, giorno per giorno, all’interno di un diario conservato gelosamente e nei registri di Randonneurs sans Frontières, l’associazione cui aderiscono i ciclisti “macinatori” di chilometri di tutto il mondo.
Cuneese, classe 1937, era stato per decenni insegnante di matematica all’ITC Bonelli. La sua passione per la bicicletta scoppiò quando aveva 14 anni. L’attività si è intensificata nel tempo. Giovanni Giaccone ha iniziato a partecipare alle manifestazioni organizzate, anche se non ha mai amato la competizione fine a se stessa. La partecipazione alle prime edizioni della Fausto Coppi e della Marmotte, poi tante altre gran fondo e il grande interesse per i viaggi e per i brevetti di endurance, come la Parigi-Brest-Parigi e la Bergamo-Roma-Bergamo
L’ultimo saluto a Giovanni Giaccone nella cerimonia funebre che si svolgerà venerdì 12 giugno, dalle ore 10, al tempio crematorio di Magliano Alpi.









