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mercoledì, Settembre 9, 2026
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Morte Andrea Pinarello, la soddisfazione della famiglia: «Non ci siamo mai arresi, giustizia è fatta»

Pinarello
Gloria Piovesan e i suoi tre figli (Matilde, Giovanni e Anna Andrea) insieme a Miguel Indurain, alla LaPinaCycling Marathon 2016
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«Siamo molto contenti che sia stata fatta chiarezza e che sia stata riconosciuta la superficialità con cui fu rilasciato il certificato medico sportivo ad Andrea», è quanto ci ha detto Gloria Piovesan, vedova del compianto Andrea Pinarello, che non nasconde la soddisfazione sua e dei figli dopo la sentenza della Corte d’Appello di Venezia che ha ribaltato il verdetto di primo grado sulla morte del marito, scomparso nel 2011 dopo un malore durante una gara amatoriale.

Dopo oltre quindici anni dalla tragedia, la Corte ha riconosciuto le responsabilità legate al rilascio dell’idoneità sportiva, condannando una struttura privata del Trevigiano e dei due medici a un risarcimento di 1,3 milioni di euro.

Il messaggio di Gloria: «La speranza è che non succedano più casi simili»

Per la Piovesan, il significato della lunga battaglia legale va oltre il risarcimento economico. «La speranza è che non succedano più casi simili. Serve più attenzione e cautela nel rilasciare certificati in situazioni border line come lo era quella di Andrea. Negli anni la prevenzione cardiologica nello sport è cresciuta e quello che è accaduto ad Andrea ha contribuito a far studiare meglio certe patologie e certe compatibilità cliniche».

Dopo la sentenza di primo grado, che aveva escluso responsabilità, Gloria non ha mai pensato di fermarsi. «Devo ringraziare il mio legale Alessandra Gracis, che fin da subito si è appassionata alla causa. Continuava a ripetermi che non era accettabile mettere tutto a tacere per questo abbiamo voluto che se ne parlasse, soprattutto tra i medici dello sport e i cardiologi».

La battaglia, ci ha raccontato Gloria, è stata portata avanti da lei in prima persona insieme ai tre figli, soprattutto quelli più grandi (che attualmente hanno 22 e 20 anni) e molto importante è stata anche la vicinanza di Carla Pinarello (sorella di Andrea) e del marito Roberto.

Andrea Pinarello aveva un problema cardiaco non diagnosticato

Andrea Pinarello, appassionato ciclista e dirigente dell’azienda di famiglia, soffriva di una patologia cardiaca congenita mai diagnosticata pienamente. «Lui era seguito dal punto di vista cardiologico e aveva anche affrontato un piccolo intervento di ablazione poco tempo prima del rilascio del certificato. Un mesetto circa. Quindi era evidente che qualcosa c’era, ma nessuno poteva immaginare una situazione del genere».

Oggi Gloria vive ancora a Treviso. E dopo anni di udienze, consulenze e ricorsi, la sentenza della Corte d’Appello rappresenta per lei – e per i suoi tre figli – un importante riconoscimento morale, sebbene nulla potrà riportare in vita il caro Andrea.

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