
Quello di sabato 26 luglio è stato uno dei concerti più spettacolari di Jovanotti. Un concerto per soli ciclisti, andato in scena alla 30ª edizione del No Borders Music Festival, ai laghi di Fusine, a Tarvisio (Udine), al confine tra Italia, Austria e Slovenia. Un evento aperto soltanto a chi arrivava in bicicletta. E quale migliore spot di un viaggio in bici per promuovere questo appuntamento che chiudeva i tour dei PalaJova?
Solo Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, poteva avere un’idea del genere. Ciclista appassionato, viaggiatore su due ruote, amante della 24Ore Castelli (leggete qui la sua intervista), ma ovviamente – e soprattutto – musicista e cantautore. Un concerto che doveva riflettere il suo spirito libero e sorprendere. Un #bikeconcert, un’idea innovativa. La location si poteva raggiungere soltanto in bici, scegliendo tra vari itinerari. Niente auto o moto. Numero massimo fissato a 5.000 spettatori, con i posti andati sold out in pochissimi minuti.
I laghi di Fusine si trovano a oltre 900 metri di quota. L’itinerario, però, è tutto asfaltato e si poteva arrivare anche utilizzando la Ciclovia Alpe Adria. Un’idea nata dallo stesso cantautore, che nel 2023 ha affrontato un viaggio in bikepacking in Patagonia, da cui è nato il docutrip “Aracataca”. L’appuntamento era per le ore 14 del 26 luglio, ed è stato un bagno di folla. Ma è stato preceduto da un viaggio molto particolare…

Un viaggio in bicicletta: ce lo ha raccontato Fred Morini
Come detto, la location del concerto poteva essere raggiunta soltanto in bicicletta. E Jovanotti, in questo caso, ha voluto dare l’esempio. È partito infatti da Cortona, in bici, per arrivare ai laghi di Fusine. Ben 770 chilometri, in cinque tappe: 770 come i giorni trascorsi da quando, due anni fa, ebbe un grave incidente in bici a Santo Domingo, nel luglio 2023. Ha effettuato il viaggio insieme a un gruppo di amici. Un team particolare, che lo ha seguito fino al palco.
C’erano gli amici ed ex pro Paolo Bettini, due volte campione del mondo e campione olimpico ad Atene nel 2004, e Daniele Bennati, ex cittì della nazionale. Ha pedalato con lui Fred Morini, osteopata, psicologo e fisioterapista. Erano presenti anche Augusto “Gus” Baldoni, grande amico di Jovanotti e imprenditore nel settore del ciclismo, e Maria Vittoria Griffoni, la chef personale di Jovanotti, che si è avvicinata al mondo della bici solo da pochissimo.
«Siamo arrivati al “traguardo” belli bagnati – ci ha detto Fred Morini – a causa della pioggia del sabato mattina, ma ad attendere Jova c’era una folla festante, arrivata con ogni tipo di bici: dalle gravel alle bici da strada, dalle elettriche alle MTB. L’idea è venuta da Lorenzo stesso. Voleva arrivare al suo concerto pedalando e lo ha fatto, anche con poco allenamento. In fondo noi diamo stati dei “ragazzi fortunati”. Abbiamo avuto un capitano, un vero leader, un grande uomo e un artista immenso con cui pedalare e divertirci fino alla destinazione».
Molte canzoni, Jovanotti le ha reinterpretate in chiave ciclistica. Come ha detto lui stesso presentando la sua band, non c’è una scaletta vera e propria, ma hanno suonato «in modalità random». E così il brano “Tanto” ha raccontato il viaggio da Cortona a Fusine.
Un viaggio, documentato sui social, che è stato accompagnato da tanti suoi fan appassionati.
«A un certo punto – ci dice ancora Fred Morini – sembrava di essere in una carovana di un grande Giro. Tantissima gente ci ha seguito e scortato. Anche gli automobilisti ci riconoscevano. Tutte le regioni ci hanno accolto con tanto calore, ma il Friuli Venezia Giulia è stato impressionante.
«Jovanotti è super comunicativo. E questo è uno spot che il mondo della bici deve valorizzare. Abbiamo visto tantissimi bambini che ci hanno aspettato lungo la strada con la loro bici, soltanto per salutarci. E in tanti sono venuti ai Laghi di Fusine. Siamo in un Paese bellissimo, ma che purtroppo, tranne alcuni casi, non è a misura di bici. E vedere così tanti bambini in bicicletta è stato bellissimo. Bellissimo anche il messaggio lanciato da Jovanotti quando ha voluto presentare il suo “team” ciclistico sul palco. Lo ha fatto con il casco in testa. Non è stato casuale!».














