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giovedì, Settembre 10, 2026

La Prosecco Unbound con le borse GIVI Bike: un test severo

Prosecco Unbound
Il set di borse GIVI Bike (Adventure Line) da bikepacking utilizzate da Giorgio De Negri a La Prosecco Unbound
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Alla sua prima edizione, la Prosecco Unbound ha risposto presente con un’energia che ha sorpreso anche gli organizzatori: oltre 200 bikepacker si sono presentati al via, desiderosi di esplorare (e superare) i 350 km di percorso che attraversano alcuni dei territori più iconici del Veneto. Un’esperienza intensa, faticosa, ma soprattutto autentica.
Lo ha raccontato Giorgio De Negri, ciclista esperto e profondo conoscitore della zona, che ha deciso di partecipare a questa avventura unica montando un set di borse GIVI Bike da bikepacking.

Un percorso “a petali”, per ognuno il proprio ritmo

Nel corso dell’anno, le colline del Prosecco, in provincia di Treviso, ospitano numerosi eventi ciclistici, ma secondo Giorgio, nessuno finora aveva saputo condensare il meglio del territorio come la Prosecco Unbound. La formula è semplice ma geniale: un tracciato a forma di petali, che permette ai partecipanti di scegliere liberamente quali parti affrontare, con la possibilità di tagliare le sezioni più impegnative. Una libertà che rende l’esperienza accessibile e personalizzabile, senza snaturarne la bellezza.

Lui stesso, il secondo giorno, ha deciso di evitare un paio di salite nelle vicinanze di casa – forse perché le conosceva troppo bene… o forse perché Conegliano lo aspettava per cena.

Un racconto in tappe tra colline, vigneti e città d’arte

La partenza è avvenuta proprio da Conegliano, città ospitale e vivace, da cui ci si è addentrati subito tra i celebri vigneti del Prosecco. Il tracciato ha poi condotto i partecipanti attraverso il fiume Piave, sul Montello, e fino ad Asolo, perla architettonica al confine con la provincia di Vicenza. Il “giro di boa” ha poi riportato tutti verso ValdobbiadeneVittorio Veneto e le sue colline, anch’esse ricche di fascino (e di vitigni).

Un viaggio che ha saputo intrecciare sport, cultura e paesaggio, con la bellezza di un itinerario che, pur ben definito, resta aperto alla reinterpretazione personale.

Una Prosecco Unbound “race” per i più tenaci

Diverso il discorso per i pochi, eroici partecipanti alla versione race, partita il sabato mattina. In questo caso, nessun taglio ammesso: il GPS teneva traccia di tutto e, sì, si pedalava anche di notte. Una vera sfida per chi ama misurarsi con il limite.

L’evento è stato firmato da Marca Bianca, con alla guida Massimo Panighel. Un’organizzazione impeccabile, ma soprattutto un’idea di ciclismo esperienziale, sostenibile, immersivo. Giorgio ha già confermato la sua presenza per la prossima edizione.

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