«Più che una Gran Fondo, quella dei Laghi della Garfagnana è un viaggio nella bellezza…». È iniziata così la nostra chiacchierata con Paolo Pagni, organizzatore della Gran Fondo Toscana e del Tuscany Legend. Del circuito fa parte anche la Gran Fondo della Versilia, che quest’anno è stata una delle nuove entrate del Prestigio di Cicloturismo. Era valida come tappa “fai da te” per sostituire la Nove Colli o la Maratona delle Dolomiti.
La prova deve il suo nome ai laghi della località Garfagnana, che potrete ammirare durante la manifestazione: lago di Villa, Vicaglia, Gramolazzo, Vagli e Santa. L’evento proporrà dei tratti cronometrati, mentre tutti gli altri settori di trasferimento avranno tempo neutralizzato. Abbiamo quindi chiesto all’organizzatore toscano di raccontarci com’è nata questa Gran Fondo. Il 13 luglio festeggerà la sua seconda edizione, ma già lo scorso anno ha visto al via oltre 400 ciclisti.
Paolo, qual è stato il concept di questa Gran Fondo?
«La Gran Fondo dei Laghi della Garfagnana è nata per proporre qualcosa di bello ai ciclisti. Non solo una competizione, ma anche un viaggio in luoghi fantastici. Chi ha partecipato lo scorso anno ci ha fatto i complimenti per i paesaggi attraversati».
Percorsi corti, parecchia salita e tratti a cronometro. È un format che riproponete sempre
«Secondo noi è il più divertente di tutti. Lo studio del percorso è la prima cosa: deve essere bello e lasciare qualcosa a chi lo affronta. Le distanze non sono estreme, ma il dislivello è importante. Alla Gran Fondo dei Laghi della Garfagnana le lunghezze sono di 101 e 76 chilometri, con dislivelli rispettivamente di 2.200 e 1.500 metri. In questo modo c’è spazio per tutte le tipologie di ciclisti, da chi ama l’agonismo a chi vuole vivere l’esperienza in modo più rilassato».
Non soltanto salite cronometrate…
«È vero. Il primo tratto, verso Careggine, non sarà tutto in salita. Sarà lungo 22 chilometri e includerà pianura e tratti vallonati. In cima, i ciclisti troveranno il primo ristoro della giornata».

Stesso giro dello scorso anno?
«Sì, ma abbiamo invertito il senso di marcia. Ci siamo accorti che, invertendo il tracciato, saremmo riusciti a garantire maggiore sicurezza nella zona di Isola Santa. Per questo abbiamo fatto questa scelta. La sicurezza è la prima cosa, soprattutto in discesa, ma anche nei tratti di trasferimento, benché “neutralizzati”. Cambia anche la partenza».
Da dove si parte?
«Dalla fortezza di Castiglione di Garfagnana, una location unica».
Capitolo ristori. Quanti saranno?
«Saranno tre sul percorso lungo, a Careggine, Gramolazzo e sul Monte Orecchiella. E due sul corto. Ma stiamo lavorando anche a un ristoro tipo aperitivo nel finale. Non posso ancora anticipare nulla, ma potrebbero esserci delle sorprese».
Tornando alla bellezza, anche il finale merita…
«Il tracciato passa sotto la rocca di Castiglione di Garfagnana prima di rientrare a Castelnuovo. Sarà un finale bellissimo. E poi, ad attendere i ciclisti, ci sarà la grande festa conclusiva del Tuscany Legend, con tante premiazioni. Premieremo gli assoluti e i primi 5 delle 13 categorie, perché è prevista anche la categoria Ex Pro ed Élite».
Ma perché un ciclista dovrebbe venire alla Gran Fondo dei Laghi della Garfagnana?
«Perché permette di pedalare in un territorio meraviglioso. Il periodo è ideale, e in Garfagnana si pedala nei boschi e in splendide valli con laghi mozzafiato. È la festa perfetta prima delle vacanze estive. Le iscrizioni sono aperte e c’è una bellissima medaglia da finisher che vi aspetta».
Per informazioni sulle iscrizioni, cliccate qui per essere reindirizzati al sito di Endu.
Sito ufficiale della Gran Fondo.










