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giovedì, Settembre 10, 2026

Jovanotti canta con la gente e pedala forte: «Questa 24h Castelli è pazzesca»

Quanto affetto per Jovanotti alla 24 Ore Castelli
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Un’ora sul circuito a quasi 40 orari di media, dalle 5 alle 6 del mattino: così Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ha salutato Feltre e la Castelli 24 Ore, evento a cui ha partecipato con la maglia del team “C’è da fare” dell’amico Paolo Kessisoglu.


Ha cantato con il pubblico nella zona cambio e ha faticato sul percorso, affrontando due turni in totale, insieme a quello di apertura della manifestazione. Poi si è concesso ai tanti ragazzi che lo hanno aspettato per tutta la notte solo per avere un selfie o un autografo. Nessuno escluso. E a chi glielo ha fatto notare ha risposto: «Io sono fatto così. Mi piace stare in mezzo alla gente e loro erano qui per me, quindi devo ringraziarli. E’ una questione di carattere».

Ma Jovanotti a Feltre ha pedalato davvero forte, dimostrando una gran forma, acquisita con i viaggi in bici (l’ultimo in Sud America) e con le uscite di allenamento.
«Di sicuro non sono un tipo competitivo e in queste manifestazioni mi sento un po’ fuori luogo. Anche perché di solito in bicicletta esco sempre da solo. Se posso lo faccio anche tutti i giorni, al mattino presto. Ma considerate che a volte non accendo neanche il contachilometri. Oggi mi guardavo spesso dietro per controllare quelli più veloci, ma mi sono divertito un mondo. Questa corsa è pazzesca. Per me era la prima volta in assoluto».

E ancora: «Abbiamo anche provato a fare qualche giro con i più veloci del gruppo – ha dichiarato in una diretta instagram notturna insieme all’amico Augusto Baldoni, che lo ha accompagnato nel suo ultimo viaggio in Amazzonia, durante il quale ha girato il docufilm Aracataca – ma non c’è stato niente da fare, erano troppo veloci!».

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La Castelli 24 ore di Jovanotti è stata una scoperta, anche se lui interpreta la bicicletta più come solitudine, con lunghe pedalate in cui pensare e riflettere. «La bici ci consente di scoprire posti nuovi e pensare anche agli altri. E oggi era l’occasione giusta per fare del bene e pedalare». Il riferimento va all’associazione “C’è da fare” di Paolo Kessisoglu, che raccoglie fondi e vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sui disagi legati all’adolescenza.

«“C’è da fare” è un’associazione importantissima, che si occupa dei problemi, dei disagi, degli adolescenti. Un fenomeno in continua crescita. Contribuendo si riescono a raccogliere fondi per permettere agli specialisti dell’ospedale Gaslini di Genova di aiutare tanti ragazzi. Per questo sono felice di aver partecipato».

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