La strada dovrebbe essere di tutti: automobili, scooter, ciclisti, camminatori e pedoni. Ma per gli utenti più deboli circolare sulle corsie italiane è diventata un’impresa. I dati dei ciclisti morti in Italia sembrano ormai un vero e proprio bollettino di guerra: negli ultimi giorni su quicicloturismo, vi abbiamo purtroppo dovuto raccontare i casi di due giovani vite spezzate mentre erano in sella alla loro amata bicicletta. I dati sono allarmanti, è una strage senza fine. Nel nostro Paese viene ucciso un ciclista ogni due giorni. Servono rispetto e una legge severa che tuteli gli appassionati di questa meravigliosa attività. Il punto di oggi su Cicloturismo.
Ciclisti morti in Italia: nel 2021, 180 morti. 162 uomini e 18 donne
Il 26 luglio 2022 sono stati pubblicati i dati Istat relativi agli incidenti stradali del 2021: la situazione legata alla pandemia e le misure per contenerla hanno influenzato l’andamento dell’incidentalità stradale e della mobilità. Come sottolinea la nota che accompagna i dati: “Rispetto al 2020 gli incidenti e gli infortunati diminuiscono nei mesi di gennaio e febbraio e aumentano in misura consistente nel periodo marzo-giugno, per tornare a livelli molto vicini al periodo pre-pandemia nella seconda parte dell’anno”.
Prosegue la nota: “Nel 2021 sono 2.875 i morti in incidenti stradali in Italia (+20,0% rispetto all’anno precedente), 204.728 i feriti (+28,6%) e 151.875 gli incidenti stradali (+28,4%), valori tutti in crescita rispetto al 2020 ma ancora in diminuzione nel confronto con il 2019 (-9,4% vittime, -15,2% feriti e -11,8% incidenti). Le vittime entro le 24 ore sono 2.397 mentre si contano 478 deceduti dal secondo al trentesimo giorno dall’evento”.
Le vittime della strada: i numeri di una strage
A proposito delle persone che hanno perso la vita sulla strada: “Le vittime aumentano tra tutti gli utenti della strada rispetto al 2020, fatta eccezione per gli occupanti di autocarri, e diminuiscono rispetto al 2019. Se ne contano 169 tra gli utenti su mezzi pesanti (+44,4% e +23,4% rispetto a 2020 e 2019), 695 tra i motociclisti (+18,6%; -0,4%), 471 tra i pedoni (+15,2%; -11,8%), 1.192 tra gli occupanti di autovetture (+17,1%; -15,5), 67 tra i ciclomotoristi (+13,6%; -23,9%). Per biciclette e monopattini elettrici si registrano 229 vittime (+30,1% rispetto al 2020 e –9,5% rispetto al 2019)”.
Numeri impietosi e preoccupanti. Il 16 febbraio è stato presentato nella Sala Nassirya del Senato il progetto di legge che ha come primo firmatario il senatore Marco Perosino “Disposizione in materia di tutela della sicurezza dei ciclisti”, ma per ora tutto ancora resta fermo. Speriamo che qualcosa si muova il più presto possibile. Il sangue versato sulle strade, per amore della bici, non può rimanere vano e merita giustizia.













