
Un miliardo e centocinquantaquattro milioni. Una cifra importante che il ministero delle infrastrutture italiano metterà in campo per il cosiddetto “Piano generale per la mobilità ciclistica“, un progetto importante è che vede il mondo della bicicletta al primo posto.
In una approfondita intervista sulla Repubblica di questa mattina il ministro Giovannini ha delineato le linee guida del piano. In cosa consiste? 1) Riduzione a 30 chilometri orari della velocità massima nei centri abitati per ridurre fino al 45% il numero di incidenti; 2) Realizzazione di 565 chilometri di ciclabili nei capoluoghi di provincia e nelle città; 3) Aumento delle ciclovie turistiche con ulteriori 1235 chilometri; 4) Facilitazione del trasporto della bicicletta in mezzi pubblici; parcheggi per biciclette; 5) Integrazione delle infrastrutture.
«È un progetto ambizioso – ha detto Giovannini alla Repubblica – con una parte importante dei fondi che sarà destinata alla ciclovie turistiche, dove noi puntiamo molto. Storicamente è un settore che ha avuto pochissimi investimenti e noi vogliamo fare di più».
Anche grazie ai soldi del Pnrr, i progetti hanno l’obiettivo di essere terminati entro il 2026. «Vogliamo diventare un paese moderno, che sfrutta la bicicletta per gli spostamenti, un mezzo non inquinante e che potrebbe ridurre non poco l’impatto inquinante delle automobili».









