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giovedì, Settembre 10, 2026
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Sicurezza stradale dei ciclisti, Bernini: «Ora l’Italia non è un Paese per ciclisti»

Primo firmatario il senatore Marco Perosino. Presenti tra gli altri il presidente FCI Cordiano Dagnoni, l'on. Anna Maria Bernini e Paola Gianotti
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Il disegno di legge prevede alcuni interventi al codice della strada sul tema della sicurezza stradale dei ciclisti. I due più importanti riguardano l’obbligo di inserimento di domande legate alla mobilità ciclistica nei quiz per il rilascio della patente e l’obbligo di distanza minima di 1,5 metri in fase di sorpasso. “In passato ci sono stati tanti tentativi, non andati in porto – ha ricordato l’on. Perosino –. Questa volta ci proviamo con più forza.”

Sicurezza stradale dei ciclisti, gli interventi del presidente Cordiano Dagnoni e della senatrice Anna Maria Bernini

Il presidente Cordiano Dagnoni ha ricordato: “Sulla sicurezza dei ciclisti ci sono numeri drammatici ed è doveroso lavorare. E’ da tempo che se ne parla e speriamo che presto questa proposta possa diventare legge. Il ciclismo, in Italia, ha avuto un vero e proprio boom soprattutto in occasione del pandemia. Secondo una recente analisi Nielsen siamo il terzo sport più praticato, dietro palestre e running, e abbiamo più del doppio dei praticanti del calcio. E’ necessario formare una cultura del rispetto attraverso l’educazione stradale, cominciando dai più piccoli. Ringrazio i promotori di questo disegno di legge e tutti coloro che portano avanti iniziative di sensibilizzazione; insieme possiamo cambiare le cose”.

Ha portato il proprio saluto, impegnandosi anche affinché la proposta di legge possa trovare presto un accoglimento in tutte le sedi, anche il Capogruppo Forza Italia al Senato, on. Anna Maria Bernini“Sono orgogliosa che il ciclismo sia entrato in Senato, dove si decide della vita delle persone, si determinano delle tendenze, si stabiliscono delle regole e si fanno cose funzionali alla vita di tutti. La sicurezza del ciclista si fonda su un rapporto di reciproco rispetto e questo testo presuppone proprio zone di mutuo rispetto per coloro che vanno in strada. Il codice della strada ora dimostra che l’Italia non è un Paese per ciclisti, quindi la prima cosa da fare è sanare i buchi, e per questo motivo dobbiamo farne un provvedimento condiviso.”

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