
L’autunno è un mese da rivalutare e valorizzare, ne siamo tutti d’accordo? I raggi del sole impattano con una diversa inclinazione la superficie terrestre, la luce nel cielo cambia, gli alberi e le colline iniziano la loro trasformazione, nei boschi si resta a bocca aperta a causa del foliage e pedalare diventa più che mai suggestivo.
Per poter compiere questo processo però è necessario recarsi in luoghi che sappiano parlare la lingua della bellezza, ma non c’è da preoccuparsi perché almeno per la maggior parte di noi e di chi vive il Belpaese, basteranno pochi chilometri per trovarsi in location degne di stupore.
Nel nostro caso, siamo stati invitati a una tre giorni in territorio marchigiano nell’ambito del progetto “Piceno Bike” per scoprire il GABA (il Grande Anello dei Borghi Ascolani), e quindi siamo stati più che fortunati, perché in quei territori l’autunno te lo vedi esplodere addosso.
Montalto Marche, il Metroborgo
A darci il benvenuto il primo giorno è stato il piccolo paese di Montalto Marche che, ci dicono, viene anche chiamato “il Metroborgo”. Un soprannome dovuto alla grande vitalità di questa località che nonostante i quasi 2.000 abitanti è vivo e ricco di iniziative durante tutte le stagioni dell’anno.
Purtroppo non abbiamo potuto assistervi, ma ogni anno in prossimità di Ferragosto (12-13-14 agosto) si trasforma nel “Borgo delle Fiabe” grazie all’iconica “Notte delle Streghe e dei Folletti” che rende fiabesco tutto il centro storico da oltre trent’anni.
Durante tutto l’anno Montalto Marche rimane quel paese posto a metà tra il mare e la Catena dei Sibillini. Un paese fatto di vicoli, piazze e sproporzionati edifici. Sì, sproporzionati, perché qui nacquero Papa Sisto V e l’architetto progettista dell’Altare della Patria, Giuseppe Sacconi. Così si spiegano edifici come la Concattedrale di Santa Maria Assunta e Palazzo Sacconi, che spiccano tra le strette vie e le case a mattoncini di dimensioni decisamente ridotte.
La pioggia sancisce in anticipo la fine della nostra visita al Metroborgo, ma la sensazione è quella che ci sia tanto da scoprire e da pedalare nei dintorni. I borghi di Porchia e Patrignone rimangono due frazioni da inserire nell’itinerario per una “seconda volta”, perché tutto ciò che si scorge da lontano fa venire la voglia di andare a curiosare, ma anche perché abbiamo un debole per le strette vie, i luoghi medievali e tutto ciò che ci viene raccontato. Lasciamo i palazzi nobiliari e le colline alle nostre spalle e ci dirigiamo ad Ascoli Piceno dove ci rifugiamo nel travertino dei suoi edifici storici.
La rinascimentale Piazza del Popolo è piena di vita, anche qui una piacevole vita di paese. Le persone si conosco, i ritmi sono più lenti, il saluto è a portata di mano. Per strada la gente si saluta, l’ospite è gradito e mangiare è un piacere.
Il Grande Anello dei Borghi Ascolani
Di storia qua ce n’è a bizzeffe: la Chiesa di San Francesco, il Battistero di San Giovanni, la Cattedrale di Sant’Emidio, ma Ascoli Piceno è anche l’epicentro del Grande Anello dei Borghi Ascolani. Un viaggio lungo 100 chilometri ai piedi del Monte Ceresa, lontano dal traffico e immersi nel silenzio di luoghi che ancora sfuggono – e per fortuna – all’overturism.

Ne percorreremo una parte nel secondo giorno della nostra visita marchigiana e quindi ci vediamo al prossimo articolo, perché questo era solo l’antipasto!
Ma per chi volesse iniziare ad addentrarsi nell’itinerario e nelle sette tappe che propone il Grande Anello dei Borghi Ascolani, potete cliccare al seguente LINK e curiosare tra i sentieri che questa regione ha da offrire.












