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sabato, Settembre 26, 2026

Mauro Cuaz conclude “Vagabondo Libero”: 4.011 chilometri tra bicicletta e cammino, attraverso l’Italia continentale e sette Paesi europei

Il viaggio di Mauro Cuaz verrà raccontato in un libro che uscirà prossimamente.
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Doues, 22 settembre 2026 – Non era partito per inseguire un record, ma per ritrovare luoghi, ricordi e il piacere di muoversi in libertà. Si è concluso il 20 settembre a Doues, dove aveva avuto inizio un mese prima, “Vagabondo Libero – Viaggio dentro e fuori me stesso“, il progetto di Mauro Cuaz che ha unito sport, scoperta e autobiografia.

Il bilancio è di 4.011 chilometri percorsi complessivamente in bicicletta e a piedi, con 68.653 metri di dislivello positivo in trenta giorni di attività, ai quali si aggiungono 6.546 chilometri di trasferimenti in camper. Un viaggio affrontato interamente da solo, gestendo in autonomia anche la guida del mezzo e tutta la logistica, attraverso tutte le regioni continentali italiane e sette Paesi europei complessivi: Italia, Francia, Svizzera, Austria, Slovenia, Croazia e Ungheria.

Dalla Valle d’Aosta all’Europa, e ritorno

L’avventura è cominciata il 21 agosto da Champillon, nel comune di Doues. I primi dieci giorni sono stati dedicati alla Valle d’Aosta: 1.516 chilometri e 40.085 metri di dislivello positivo, senza ricorrere a mezzi a motore né all’aiuto di altre persone. Un percorso tra luoghi di montagna come Punta Helbronner, Monte Emilius, Becca di Nona e Mont Avril, ma anche castelli e antichi ru, seguendo la storia e il paesaggio del territorio.

Il 1° settembre è iniziata la seconda parte: quindici giorni tra l’Italia continentale e gli altri sei Paesi europei, alternando i trasferimenti in camper alle attività con le sue tre biciclette storiche e a piedi. In questa fase Cuaz ha percorso 1.887 chilometri di attività sportiva, con 20.299 metri di dislivello positivo.

Roma, Napoli, Pisa, Firenze, Maratea, Alberobello, Matera e Venezia sono solo alcune delle città attraversate. Il viaggio ha toccato le coste italiane, grandi laghi come Como, Maggiore, Garda, Iseo, Trasimeno e Bolsena, e le capitali Roma, Lubiana e Zagabria, raggiungendo l’Ungheria prima del rientro.

Tornato ad Aosta, Cuaz ha deciso di proseguire per altri cinque giorni, dedicandosi soprattutto alla Bassa Valle e superando così la soglia dei quattromila chilometri percorsi tra bici e cammino. La conclusione, il 20 settembre, è stata nuovamente a Doues.

La libertà di decidere strada facendo

A guidare il percorso non è stato un itinerario rigido, ma il desiderio di scegliere giorno per giorno. Molte tappe hanno riportato Cuaz nei luoghi della sua vita: il servizio militare, gli studi, le gare di ciclismo, le origini materne e gli incontri importanti.

«Ho rispettato il mio spirito, nulla di programmato, solo girare e decidere strada facendo come e dove andare», racconta.

Anche la scelta di non comunicare pubblicamente il viaggio prima della partenza e durante il suo svolgimento era parte del progetto: preservare la solitudine e la libertà dell’esperienza, senza appuntamenti o aspettative esterne capaci di condizionarne il percorso.

Appassionato di ciclismo fin da bambino, maestro e guida di mountain bike, Cuaz ha maturato negli anni una diversa concezione dello sport. Dopo la stagione dell’agonismo e un periodo di pausa, dal 2017 ha riscoperto la bicicletta come strumento per osservare, ascoltare e vivere i luoghi, oltre i tempi e il cronometro. “Vagabondo Libero” nasce da questa trasformazione.

Il viaggio continua in un libro

L’esperienza confluirà ora nel libro “Vagabondo Libero”, intrecciando il racconto delle tappe con quello della vita di Mauro.

I chilometri e i dislivelli restituiscono la dimensione sportiva dell’avventura. Il libro ne racconterà anche quella meno misurabile: ciò che accade quando si torna in un luogo conosciuto con uno sguardo diverso, si cambia strada senza averlo previsto e ci si concede il tempo di stare con sé stessi.

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