Mancano ormai poche ore alla 31ª edizione della Sportful Dolomiti Race di Feltre. In Veneto vi attende una delle sfide più affascinanti e impegnative non solo d’Italia, ma dell’intero panorama europeo. Una granfondo amatissima anche dagli atleti stranieri, che continuano a sceglierla in numero sempre maggiore. La manifestazione ha registrato una crescita costante negli ultimi anni e sta gradualmente tornando ai numeri che la caratterizzavano prima della pandemia. Saranno infatti oltre 3.300 gli iscritti che, tra poche ore, si presenteranno al via in via Campogiorgio.
Ma cosa rende davvero unica la prova feltrina? Da sempre la risposta è una sola: le salite! Uno dei simboli della corsa è il celebre cartello “Per oggi basta salita“, posizionato a pochi metri da Piazza Maggiore, lungo il rettilineo finale. Un messaggio ironico e quasi provocatorio, che racchiude però l’essenza stessa della Sportful Dolomiti Race. Fino a quando non lo vedrete comparire davanti a voi, non potrete mai dire davvero: “È fatta”.
Tante insidie, anche dal meteo…
Le insidie, infatti, sono sempre dietro l’angolo. Si chiamano distanza, dislivello, gestione delle energie e condizioni meteo. Nel corso della sua storia, la granfondo feltrina ha vissuto giornate segnate dal freddo, dalla neve e persino da temperature quasi invernali, ma anche edizioni caratterizzate da un caldo intenso. Quella di quest’anno si annuncia particolarmente calda, anche se nel pomeriggio, soprattutto sui passi conclusivi, non è esclusa la formazione di qualche temporale, come spesso accade in ambiente dolomitico.
Andiamo allora a scoprire nel dettaglio le caratteristiche di quella che, per molti, è la prova più dura dell’intero circuito Prestigio di Cicloturismo…
Inizio in salita (pedalabile) poi la Valle del Mis
I primi chilometri saranno subito selettivi, con una lunga ascesa verso San Gregorio nelle Alpi. Una fase da interpretare con attenzione: chi si farà trascinare da un ritmo eccessivo rischierà di pagarlo nelle ore successive. Dopo la discesa verso Sospirolo, attraverso la Valle del Mis e le sue gallerie, inizierà la scalata a Forcella Franche. La salita supera i 17 chilometri, ma le difficoltà maggiori si concentrano negli ultimi 5, dove la pendenza media sfiora il 7% con punte dell’11%.
Dalla quota di 1.002 metri si scenderà verso Agordo. Da qui si affronteranno Forcella Staulanza e Passo Duran in senso inverso rispetto al 2024.
Staulanza e Duran: che accoppiata
La Staulanza propone 14,3 chilometri di salita con una pendenza media del 6%. Il versante è più lungo e irregolare. I primi chilometri sono i più impegnativi, con alcuni passaggi al 10%, seguiti da un tratto più pedalabile e da una seconda parte costante tra il 6 e l’8%.
Terminata la lunga discesa verso Dont, si svolta a destra per affrontare il Passo Duran. Sono 8,5 chilometri all’8% medio, con rampe che raggiungono il 14%. Una salita severa, caratterizzata da carreggiata stretta, curve ravvicinate e pochi punti di riferimento.
Il Croce d’Aune… poi si brinda!
Al chilometro 125 la sfida è tutt’altro che conclusa. Restano ancora Forcella Aurine, 11,5 chilometri regolari tra il 6 e il 7%, il Passo Cereda, con gli ultimi 3 chilometri oltre l’8%, e il temuto Croce d’Aune, dove le pendenze toccano il 16%.
E quando sembrerà finita, resterà l’ultimo ostacolo: la rampa di via Mezzaterra. Trecento metri finali per conquistare Piazza Maggiore. La partenza è fissata alle ore 7:00, con tempo massimo fino alle 19:30. All’arrivo vi aspetta la festa tra le vie di Feltre, ma anche al Palaghiaccio con il pasta party.
Un ultimo consiglio: prendetevi del tempo per guardavi attorno. Sullo Staulanza avrete davanti agli occhi la sagoma del Monte Pelmo, una delle montagne più spettacolari delle Alpi. E’ il “trono di Dio”. Ma tutto il percorso è spettacolare, una vera e propria ode alla montagna.
Siete pronti? In bocca al lupo a tutti
Ci vediamo domani in partenza. Ma, soprattutto, ci vediamo in Piazza Maggiore!




















