Bormio grande protagonista dell’estate ciclistica: dopo la Stelvio Santini e prima della Re Stelvio Mapei, s’infila, nel calendario degli appuntamenti nella famosa località turistica valtellinese, la prestigiosa Alpi 4000 – Olympic Edition e, naturalmente, in trincea resta il deux ex machina di tutti gli eventi ciclistici della zona, Mario Zangrando.
La terza edizione dell’Alpi 4000 nasce sotto i migliori auspici, anche e soprattutto grazie all’enorme interesse suscitato in tutto il mondo.
«Alla partenza da Bormio, sabato 20 giugno, avremo ciclisti provenienti da tutti i cinque continenti – spiega Zangrando –. Per questioni di sicurezza e di gestione dell’organizzazione, avevamo stabilito un tetto massimo di 400 partecipanti. I partenti saranno 394. Gli stranieri 221, gli italiani 173. Il team più numeroso sarà quello della Spagna, ma al via avremo tanti americani, giapponesi, indiani e naturalmente i rappresentanti di quasi tutti i Paesi europei».

La presenza nel percorso del Passo dello Stelvio è sempre una garanzia, un irresistibile richiamo.
«Lo Stelvio fa audience, indubbiamente, quando si parla di Stelvio l’interesse dei ciclisti va alle stelle, è un brand irresistibile. Ma per l’edizione di Alpi 4000 abbiamo ideato un road trip inedito, che ha alimentato il coinvolgimento. Per la prima volta si faranno le Dolomiti, scalando il Falzarego e il durissimo Fedaia».
Edizione olimpica, quattro mesi dopo i Giochi…
«Ed infatti, oltre a Bormio, si toccheranno anche Milano e Cortina d’Ampezzo. Il percorso è formato da due anelli, con passaggio intermedio a Bormio, che si snodano sui territori di tre regioni, Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto e che prevedono anche uno sconfinamento in Svizzera».
Percorso durissimo, solo per gambe alleatissime…
«Oltre 22 mila metri di dislivello, l’equivalente di cinque tappe di montagna di un grande giro. Da completare in sei giorni e mezzo. Una severissima non stop”
Prima delle Dolomiti, un momento di grande emozione sarà il passaggio nel centro storico di Milano, a brevissima distanza da Piazza del Duomo. Non sarà un azzardo?
«No, assolutamente. Tutti i partecipanti avranno una traccia da seguire e gli errori di percorso si ridurranno al minimo. L’attraversamento di Milano centro dovrebbe oltretutto avvenire, per quasi tutti i partecipanti, tra la notte di sabato e la mattina di domenica. Saranno così evitati i disagi causati dal traffico».
Da dove avverrà l’ingresso nella metropoli?
«Da nord-ovest. Superate Rho e Pero, si percorreranno via Gallarate, viale Certosa, corso Sempione, via Procaccini e il Quartiere Isola. Poi si lascerà la città attraverso la comodissima ciclabile della Martesana, 26 chilometri lungo la riva del canale che da Milano porta a Cassano d’Adda. Una fase tranquillissima».
Per l’edizione 2026, Alpi 4000 potrà essere seguita dall’inizio alla fine in live tracking.
«Un servizio che darà modo all’organizzazione di monitorare in tempo reale, lungo tutto il percorso, ogni partecipante. Garantirà maggiore sicurezza e darà modo di intervenire rapidamente in caso di seri problemi. Per familiari ed amici, poi, un utilissimo mezzo per essere costantemente a conoscenza del punto in cui si trova il ciclista da seguire».
All’organizzazione sarà richiesta una fatica titanica…
«Siamo abituati e lo facciamo con grande passione. Lo staff è attrezzatissimo. Il percorso conta 13 punti di controllo ed in corrispondenza di ogni check point saranno attivi almeno 5-6 volontari. Che saranno impegnati per ore ed ore, dal momento che il primo e l’ultimo, specie nella seconda metà del percorso, saranno separati da ore ed ore».
Maggiori informazioni sul sito ufficiale















