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sabato, Maggio 23, 2026

Nove Colli: gli ultimi consigli se a Cesenatico affrontate il percorso lungo…

Nove Colli
Il bivio dei percorsi alla Nove Colli di Cesenatico arriva dopo il colle del Barbotto
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Se siete ancora indecisi su quale percorso affrontare alla Nove Colli di Cesenatico, allora proviamo a schiarirvi le idee e a darvi qualche consiglio. La Nove Colli, infatti, è una delle due prove del Prestigio che superano i duecento chilometri (insieme alla Sportful Dolomiti Race). E considerando il periodo e un meteo che negli ultimi mesi non è stato proprio “amico”, la distanza rappresenterà uno scoglio per tanti ciclisti. Soprattutto perché, oltre al totale dei chilometri, bisognerà mettere in conto una prima parte che qui a Cesenatico viene percorsa sempre a tutta, con il coltello tra i denti.

Veniamo però ai numeri “crudi”.
Il lungo della Nove Colli misura 200 chilometri tondi tondi (anche se sull’altimetria ufficiale ne risultano 199). Il dislivello da affrontare è di 3.814 metri. Il corto misura invece 137 chilometri, con quasi duemila metri di dislivello in meno, per un totale di 1.872 metri. Non uno scherzo, quindi. Si può decidere in corsa quale tracciato affrontare e non bisogna dichiararlo prima del via. Di solito si fa un check delle proprie gambe in cima al Barbotto, attorno al chilometro 94, ed è lì che si decide se continuare o puntare direttamente verso il traguardo.

Occhio alla prima parte: non esagerate con i ritmi

Start alle 6 del mattino dalla Colonia Agip, sul Lungomare Carducci. Meno scenografico rispetto a qualche anno fa, quando il via veniva dato dal Porto Canale, ma in questo modo la logistica è notevolmente migliorata, con una maxi griglia tutta lineare e un bel colpo d’occhio anche per i fotografi. Se avete in mente di affrontare il lungo e la vostra condizione è ancora acerba, l’imperativo nella prima parte in pianura è uno solo: non esagerare.

Alla Nove Colli la partenza è sempre nervosa e, soprattutto se vi troverete nella parte iniziale del vostro raggruppamento, la media sarà altissima, ben oltre i 40 km/h. Non è tanto la velocità a fare la differenza, quanto i continui strappi causati dalle rotonde, che vi costringeranno a fuorigiri pazzeschi. Il modo migliore per evitarli sarà restare nella parte anteriore dei gruppetti, cercando di limitare i rischi di scivolate o intoppi.

Secondo molti, questa è la fase più impegnativa della corsa. Poi, con le salite, ognuno prenderà il proprio ritmo e il passo si stabilizzerà. Se vi staccate, state tranquilli. Alla Nove Colli si trova sempre un gruppetto dietro pronto ad aiutarvi, per rifiatare e restare a ruota. Ma questo vi servirà soprattutto dopo il Polenta…

Un dislivello “concentrato”

Iniziano le salite. Se guardate bene il tracciato della Nove Colli e togliete le parti iniziali e finali di pianura, il dislivello è praticamente concentrato in 150 chilometri.

La prima ascesa è quella del Polenta. Misura 8 chilometri ed è divisa in due tronconi: il primo verso il borgo di Bertinoro, il secondo dal paese fino alla fine della salita. Non fatevi ingannare dalla pendenza media del 3 per cento (227 metri di dislivello): è tutt’altro che regolare. Inizia con una bella rampa al 13 per cento e poi prosegue a gradoni. Restare freschi e salire con il proprio passo oppure cercare di non perdere le ruote dei migliori è una decisione tutta vostra.

Discesa e un altro tratto in pianura. Qui il ritmo si calmerà decisamente e, in una decina di chilometri con qualche saliscendi, sarete ai piedi di Pieve di Rivoschio. Ancora 8 chilometri, ma molto più regolari: 4,7 per cento di pendenza media, con punte del 9.

Al chilometro 77 si inizia a fare sul serio. Tocca al Ciola. O meglio, alla Ciola, perché in Romagna il nome di questo colle è al femminile. Sei chilometri di lunghezza al 5,5% di media. Una media ingannevole, perché prima dell’ultimo chilometro c’è un tratto in discesa che falsifica il calcolo. In realtà è quasi tutta all’8 per cento, con punte dell’11.

Il Barbotto è sempre il punto decisivo

Dopo la discesa dalla Ciola si attacca subito il Barbotto. È il punto decisivo, il colle più famoso. Non tanto per la pendenza media (5,5 chilometri al 6,9 per cento), quanto per il suo ultimo chilometro, tutto al 18 per cento. È uno dei punti più impegnativi della corsa, quello in cui decidere se continuare o girare la bici in direzione mare.

In cima troverete un tifo incredibile, perché qui si ritroveranno tantissimi familiari e appassionati della corsa. Ma il bivio non si trova sulla vetta. Dopo un primo tratto in discesa si torna a salire per un paio di chilometri, una salita che quasi nessuno considera. Soltanto in cima dovrete decidere cosa fare. Troverete il ristoro più fornito di tutta la gara, quello in cui si fermano praticamente tutti coloro che affrontano il corto. A quel punto dovrete analizzare quante energie vi sono rimaste e capire il da farsi.

Si dice sempre che per affrontare il lungo bisogna arrivare sul Barbotto freschi, senza aver speso troppo. Facile a dirsi, un po’ meno nella pratica. Di certo, chi sceglie il lungo della Nove Colli deve arrivare quassù senza aver intaccato le energie di riserva, perché dal Barbotto in poi non si scherza più…

Montetiffi, Perticara e Pugliano: occhio alle rampe

Il Tiffi è la salita che chi vi scrive ha “odiato” più di tutte. Corta, poco considerata, ma davvero ostica. Tre chilometri con rampe al 16 per cento che fanno rimpiangere di non aver scelto il percorso corto. Arriva dopo una lunga discesa (approfittatene per mangiare) e prende quasi di sorpresa. In cima al Tiffi c’è una bella fontana dove fermarsi e ricaricare le borracce.

Perticara e Pugliano sono invece le due salite più lunghe della Nove Colli, ma molto diverse tra loro. Nove chilometri super irregolari per la prima, altri nove super regolari per la seconda.

Sul Perticara sarà un continuo smanettare sul cambio posteriore. In cima troverete un altro ristoro da non perdere, molto fornito, e potrete anche mangiare un piatto di pasta. Sul Pugliano, invece, prenderete un ritmo e lo terrete fino in cima: la pendenza è pressoché costante e solo nel finale molla decisamente.

Il ritorno del Gorolo

L’ottavo colle è il Passo delle Siepi. Quattro chilometri regolari, probabilmente la più facile delle salite e sicuramente la meno iconica della corsa. Finita la discesa ci saranno otto chilometri di falsopiano, tutto con pendenza negativa, in cui dovrete restare coperti perché qui il vento è spesso contrario. A quel punto vi ritroverete davanti all’ultimo scoglio: il Gorolo.

Il Gorolo era stato scalzato dal Sogliano, poi, a grande richiesta, l’organizzazione della Fausto Coppi lo ha reinserito nel percorso. Quattro chilometri di lunghezza, pendenza media del 6 per cento e due tronconi.

Primo tratto al 10 per cento, poi un chilometro di pianura vera e propria per riprendere fiato. Gli ultimi mille metri, però, sono tutti al 17 per cento. È l’ultimo scoglio della “regina”, il colpo di coda. Qui non si fanno più calcoli. Il resto, i venti chilometri che mancano al traguardo, saranno tutti in discesa e pianura. Dovrete soltanto trovare in cima un gruppetto che vi accompagni fino all’arrivo e godervi il rettilineo finale senza prendere rischi. La Nove Colli è una festa del ciclismo: vale la pena celebrarla anche al pasta party.

Tutti i dati delle 9 salite

  • km 37: Polenta – 8 km (3%, max 13%)
  • km 65: Pieve di Rivoschio – 8 km (4,7%, max 9%)
  • km 77: Ciola – 6 km (5,5%, max 11%)
  • km 91: Barbotto – 5,5 km (6,9%, max 18%)
  • km 102: Montetiffi – 3 km (5,8%, max 16%)
  • km 111: Perticara – 9 km (4,1%, max 12%)
  • km 130: Monte Pugliano – 9 km (5,6%, max 12%)
  • km 144: Passo delle Siepi – 4 km (5,8%, max 7%)
  • km 162: Gorolo – 4 km (6%, max 17%)

Qualche ultimo consiglio. Domani farà caldo, quindi curate al massimo l’integrazione e l’alimentazione. La temperatura aumenterà la sudorazione e la gestione delle forze sarà fondamentale. Anche se al mattino la temperatura sarà fresca, pensiamo che potrete lasciare tranquillamente il gilet antivento a casa. Sfruttate i ristori, sono tanti e in posizioni strategiche. E soprattutto, divertitevi!

Adesso avete tutte le carte a disposizione. Fate il vostro gioco. In bocca al lupo.

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