C’è un momento, a metà primavera, in cui la gamba inizia a rispondere e la testa comincia a cercare qualcosa di concreto su cui puntare. Non un allenamento di controllo. Non un’uscita qualsiasi. Una gara vera, su strade vere, in un posto che valga davvero la trasferta.
Giugno è quel momento. E il Giro del Mito-ElectricLine, il 6 e 7 giugno a Bagno di Romagna, è esattamente quel posto.
Per chi ha la Maratona delle Dolomiti in calendario — e mancano poco più di quattro settimane — il timing non è casuale. Tre salite lunghe, oltre tremila metri di dislivello sul percorso lungo, una cronoscalata finale: il Giro del Mito è la rifinitura ideale per chi vuole arrivare a luglio con certezze vere, non solo con le gambe giuste. Un test in condizioni reali, su terreno impegnativo, nel momento giusto della stagione.
Strade che il ciclismo ha reso leggendarie. E che molti conoscono solo di nome
Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ha un peso specifico preciso nel ciclismo italiano. Qui si allenava Marco Pantani. Qui passano salite che hanno attraversato decenni di Giro d’Italia e Tour de France. Calla, Carnaio, Mandrioli: nomi che circolano nei discorsi da caffè, che compaiono sui libri e nei documentari, ma che in pochi hanno davvero pedalato.
Questo è il territorio della Gran Fondo. E già questo, da solo, dice qualcosa di importante su che tipo di evento sia.
Non stiamo parlando di un percorso costruito su strade anonime per fare chilometri. Stiamo parlando di salite che hanno una storia, dentro una natura che non lascia indifferenti. Boschi che chiudono la visuale, pendenze che non avvisano, silenzi che a quota 1.000 metri sull’Appennino assumono una qualità particolare. E strade — vale la pena dirlo — tenute bene, con un fondo che permette di pedalare con la testa libera invece di doversi difendere da ogni avvallamento.
Il percorso lungo: tre salite, una cronoscalata, nessuna scorciatoia
Dopo i primi due chilometri, al bivio dei Mandrioli, i tracciati si separano. Da qui, per chi sceglie il lungo, comincia una giornata con un’architettura precisa.
Il Passo dei Mandrioli apre le danze. Poi il percorso scende verso la Toscana — Badia Prataglia, Serravalle, Camaldoli, Poppi, Pratovecchio — borghi che non sono semplici tappe intermedie ma luoghi con una propria identità, che si attraversano con una lentezza diversa da quella dell’autostrada. Il percorso è presidiato con attenzione reale: i punti critici sono coperti, il traffico gestito, la segnaletica presente dove serve. Il tipo di cura che si nota solo quando manca.
Poi arriva il Passo della Calla: 15 chilometri, 825 metri di dislivello. È il cuore della giornata. Una salita che non ammette approssimazione nei primi chilometri, che ti porta in Romagna verso Corniolo e Santa Sofia con la testa già diversa da com’era alla partenza.
Il Passo del Carnaio — 11,5 km di pendenze che non allentano — chiude il capitolo duro, prima di San Piero in Bagno.
E poi, per tutti — indipendentemente dal percorso scelto — la Cronoscalata di Selvapiana.
Sei chilometri. Pendenza media 7,8%, con tratti al 12%. Un tratto cronometrato nel silenzio dell’Appennino Tosco-Romagnolo, dove non c’è ruota da seguire e non c’è scusa che regga. Una classifica speciale premia i migliori tempi assoluti, maschile e femminile: i “Re e Regina” della scalata del Mito. È il modo in cui la giornata dice l’ultima parola.
133,5 km, 3.001 metri di dislivello. Numeri onesti, per gente onesta con sé stessa.
Il corto: stesso carattere, lettura diversa
Chi sceglie il percorso corto prende la direzione del Monte Fumaiolo. Montecoronaro, Balze — dove nasce il Tevere, dettaglio che non è solo geografico — Riofreddo, Alfero, Acquapartita, San Piero in Bagno.
69,6 km e 1.513 metri di dislivello. Non è un percorso di ripiego: è un tracciato con una propria logica, che attraversa angoli di Appennino che molti ciclisti non conoscono, e che chiude comunque con la Cronoscalata di Selvapiana. La stessa sfida, lo stesso cronometro — su strade che riservano lo stesso livello di cura di quelle del lungo.
Il sabato: la Gravel entra in scena
La seconda edizione introduce qualcosa che cambia la natura del weekend.
Il sabato 6 giugno debutta la Gravel del Giro del Mito-ElectricLine: 60 km, 1.500 metri di dislivello, aperta a gravel bike, MTB ed e-bike. Non è una gara. È un’esperienza cicloturistica non competitiva, in modalità randonnée con partenza dalle 9:00 alle 10:30, con guide esperte lungo il percorso e traccia GPX fornita a tutti gli iscritti.
Il 45% del tracciato corre su strade bianche e sentieri. Dal Passo dei Mandrioli si scende verso Casanova dell’Alpe, completamente immersi nella vegetazione del Parco, su antiche vie forestali tra alberi secolari. Si attraversa Strabatenza — un borgo che sembra fermo nel tempo — si raggiunge il Rifugio Trappisa di Sotto per la sosta, e si risale verso il Passo del Carnaio prima della discesa finale su Bagno di Romagna.
Le guide che accompagnano il percorso non sono una presenza formale: conoscono quelle strade, sanno dove il tracciato cambia carattere, sanno quando vale la pena fermarsi un momento in più. È quel tipo di attenzione che trasforma un’uscita in un’esperienza che rimane.
Il sabato pomeriggio: Gregorio e Magrini a Piazza Ricasoli
Poi c’è il sabato, che nell’edizione 2026 diventa parte strutturale del weekend.
Per tutto il giorno Piazza Ricasoli si anima con Radio Studio Delta, food truck e stand tecnici, tra cui Alé Cycling. Nel pomeriggio si entra nel vivo con la presentazione delle squadre e lo spettacolo “Cane Vecchio Sa-und” con Luca Gregorio e Riccardo Magrini. Due voci che il ciclismo lo conoscono dall’interno — non commentatori da studio, ma persone che sanno di cosa parlano quando parlano di salite e di fatica — capaci di portare il ciclismo dentro una dimensione condivisa, diretta, viva.
Bagno di Romagna non è uno sfondo scelto per comodità logistica. È un borgo con una storia e una comunità che l’evento coinvolge davvero. La piazza che si riempie il sabato è parte di questo: non un palco montato in un parcheggio, ma un posto che ha già il suo carattere, e che l’evento amplifica senza snaturarlo.

Il pacco gara e i partner: qualità che si vede
Lo smanicato Alé Cycling nel pacco gara – non il gadget di circostanza. Il supporto nutrizionale Enervit su tutto il percorso. Gadget e voucher sconto dei partner scelti del Giro del Mito (un’offerta imperdibile su un soggiorno futuro e una selezione di sconti per acquisti tecnici sui migliori brand). Ogni elemento è scelto con una logica precisa, e si sente nella coerenza di come la giornata è costruita dall’inizio alla fine.
E per chi sceglie di trasformare la gara in un weekend completo sono tantissime le strutture in convenzione, dal campeggio al resort termale: una proposta concreta di un posto che ha molto da dare oltre il percorso, e che vale la pena scoprire con il tempo giusto.
6–7 giugno 2026 – Bagno di Romagna. Le iscrizioni sono aperte su ENDU.
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