
Ci sono eventi sportivi che si misurano con il cronometro, e altri che si misurano con ciò che lasciano dentro. La Gran Fondo dedicata a Edita Pucinskaitė è una sintesi perfetta di entrambe le dimensioni: fatica e passione, ma anche solidarietà, territorio e condivisione. Per comprenderne davvero l’essenza, abbiamo raccolto la voce di chi questa manifestazione la vive in prima persona, non solo come nome simbolo, ma come parte attiva del progetto.
Chi è Edita Pucinskaitė?
Edita Pucinskaitė è una delle figure più importanti del ciclismo femminile internazionale. Nata sportivamente nell’atletica leggera, ha trovato nel ciclismo (e in particolare nelle grandi salite) la sua dimensione ideale, trasformando talento e determinazione in una carriera straordinaria.
Professionista per oltre vent’anni, ha conquistato risultati di altissimo livello, tra cui il titolo di Campionessa del Mondo nel 1999 a Verona (a conferma del grande legame con l’Italia). La sua carriera si è sviluppata in un’epoca in cui il nostro Paese rappresentava il centro del ciclismo mondiale, diventando così non solo il luogo delle sue vittorie, ma anche della sua crescita personale e sportiva.

Arrivata in Italia nel 1996 grazie a un team professionistico, Edita ha costruito qui gran parte del suo percorso, allenandosi sulle strade italiane e confrontandosi con le migliori atlete del mondo. Una carriera intensa, fatta di sacrifici e ambizione, ma anche di profonde soddisfazioni.
Oggi, conclusa l’attività agonistica, il suo legame con il ciclismo non si è mai interrotto: si è semplicemente trasformato. Dalla competizione è passata alla condivisione, scegliendo di restituire qualcosa a questo sport attraverso progetti legati alla solidarietà e al territorio.
Qual è il legame di Edita con l’evento?
La Gran Fondo che porta il suo nome nasce a Pistoia, all’interno del progetto dell’Avis Bike, una realtà amatoriale fondata su valori chiari: dono, solidarietà e impegno sociale.
Il legame tra Edita e questa realtà nasce proprio nel momento in cui decide di chiudere la carriera. Invitata a conoscere l’associazione, rimane colpita dalla forza del progetto e dalla volontà concreta di fare del bene. Da quel momento, entra a far parte della squadra, diventando non solo un volto simbolico, ma una figura attiva nell’organizzazione e nello sviluppo della manifestazione.

Negli anni, la Gran Fondo è cresciuta fino a diventare un appuntamento consolidato, capace di unire centinaia di partecipanti e di generare un impatto reale anche in termini di beneficenza.
Come nasce questa Gran Fondo?
«Si tratta di manifestazione nata per promuovere valori, prima ancora che performance. È organizzata dall’Avis Bike Pistoia, una società amatoriale che ha come obiettivo principale quello di diffondere la cultura del dono, in particolare la donazione del sangue, ma anche più in generale la solidarietà. Questo spirito si riflette completamente nell’evento, che non è solo una gara ma una vera e propria festa».
Che tipo di evento e quali sono i suoi obiettivi?
«È un evento che mette al centro le persone. Cerchiamo di curare ogni dettaglio per far vivere ai partecipanti una giornata speciale, in cui possano sentirsi accolti e felici. Non è solo competizione: è condivisione, è stare insieme, è vivere il ciclismo in modo autentico».

Parlando del magnifico paesaggio che si attraversa. Cosa rende speciale la montagna pistoiese?
«È un territorio bellissimo, forse meno conosciuto rispetto ad altri, ma ricco di fascino. Le sue strade, i paesaggi, l’accoglienza: tutto contribuisce a creare un’esperienza unica. È anche un modo per valorizzare una zona che merita di essere scoperta».
Perché è importante il legame con questo territorio?
«Perché è la nostra casa. L’Avis Bike nasce qui, i suoi membri vivono qui, e quindi è naturale voler valorizzare questo territorio. La Gran Fondo è anche un modo per portare persone da tutta Italia e dall’estero a conoscere queste zone e a viverle».
Come nasce il tuo legame con l’Avis Bike?
«È nato in modo molto spontaneo. Quando ho conosciuto il progetto, sono rimasta colpita dalla sua autenticità. Ho deciso subito di farne parte e, una volta chiusa la carriera, sono entrata nella squadra. Oggi sono anche donatrice di sangue e parte attiva dell’organizzazione».

Che esperienza vive un partecipante alla corsa durante la giornata?
«Vive una giornata completa: sport, emozione, fatica ma anche gioia. C’è un clima di festa che accompagna tutto l’evento. Alla fine, quello che resta è la soddisfazione e il senso di aver vissuto qualcosa di speciale».
Qual è lo spirito dell’evento?
«Lo spirito è quello di unire sport e solidarietà. Il ciclismo è un mezzo straordinario per promuovere valori importanti, e noi cerchiamo di farlo ogni anno con questo evento».
Il momento più bello della manifestazione?
«Sicuramente l’arrivo dei partecipanti. Vedere le persone felici, soddisfatte, emozionate dopo la fatica è il momento che ripaga di tutto il lavoro fatto».

Attraverso le parole di Edita Pucinskaitė, la Gran Fondo emerge per ciò che è realmente: non solo un evento sportivo, ma un progetto umano. Un’esperienza vissuta da dentro, dove ogni chilometro racconta qualcosa di più grande della semplice pedalata.
Per maggiori informazioni sulla corsa: www.gfeditapucinskaite.com oppure 375 7163975.








