Il Museo del Ghisallo inaugura “Ghisallo 20”, una mostra ed una collezione temporanea di biciclette che come vere candeline si accendono un po’ alla volta per festeggiare il traguardo del museo fondato nel 2006. L’inaugurazione è avvenuta nel pomeriggio di sabato 18 aprile con una sfilata di due ruote che celebra le più esaltanti imprese della storia del ciclismo.
Il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo (aperto tutti i giorni, fino al 1° novembre, orario 9.30-17.30) accende la sua ventesima stagione con un progetto espositivo che ne interpreta pienamente lo spirito: “20 bici per i 20 anni”, una collezione di venti biciclette specialissime, ciascuna simbolo di un’impresa che ha segnato la storia del ciclismo. Parallelamente si svolge anche una mostra che racconta i primi vent’anni del Museo. Tre sale espositive con cimeli e immagini iconografiche dall’album dei ricordi che si apre su 20 anni di incontri, storie, collaborazioni e amicizie quasi 3.000 oggetti d’epoca.
Ogni mezzo esposto non è soltanto un prestito, ma è una storia di ciclismo da raccontare e che rende omaggio al Museo e viceversa. Dopo aver dedicato diverse mostre alla retrospettiva più antica del mondo del ciclismo, questa volta l’esposizione tematica annuale affronta la “storia ciclistica” recente. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla collaborazione con le grandi aziende del ciclismo quali Bianchi, BMC, Canyon, Colnago, Giant, Gios, Pinarello, Specialized e Wilier Triestina.
Le bici dei campioni
La mostra garantisce una carrellata di emozioni. Ci sono le Gios con cui Roger De Vlaeminck partecipò alla sfortunata Milano Sanremo del 1975 e quella con vinse la Parigi-Roubaix 1977, In ricordo dell’indimenticabile Marco Pantani è esposta la bicicletta di proprietà di Wilier Triestina (modello in alluminio 7000 T6) usata nel Giro 1997, la prima con la sella del logo del Pirata. La Specialized da cronometro Limited Edition di Mario Cipollini riporta al prologo del Giro d’Italia 2002 a Groningen, con la celebre livrea “tigrata” che costò a Re Leone una sanzione ma che rimane una delle immagini più iconiche del ciclismo moderno.
La Specialized Venge arancione di Tom Boonen, utilizzata ai Giochi Olimpici di Londra 2012, conserva ancora il numero di gara originale; la Specialized Tarmac SL5 di Vincenzo Nibali è una testimonianza della rimonta dello Squalo al Giro d’Italia 2016, con l’attacco sul Colle dell’Agnello e la vittoria a Risoul.
E ancora la Specialized Tarmac SL7 di Julian Alaphilippe celebra il titolo mondiale 2021 con una verniciatura iridata e una dedica intima sul telaio, una chiave di violino in lamina d’oro in memoria del padre. La Specialized Tarmac SL7 LTD di Remco Evenepoel racconta la Vuelta 2022, il suo primo Grande Giro, dominato con autorità fino a Madrid. La Specialized Tarmac SL7 di Jai Hindley è la bicicletta della vittoria al Giro d’Italia 2022, costruita nella tappa decisiva del Passo Fedaia e difesa fino alla cronometro finale di Verona.
Un’altra Specialized, la S-Works Tarmac SL8 “Demi Dreaming”, è quella dedicata a Demi Vollering, prodotta in edizione limitata, con un design floreale ispirato alle origini della campionessa olandese.
Tra passato e futuro
Sono inoltre esposte la Pinarello di Fausto Bertoglio, vincitore del Giro d’Italia 1975, la bicicletta di Filippo Conca, campione italiano 2025, la BMC utilizzata da Philippe Gilbert utilizzata al Giro di Lombardia 2012, il modello celebrativo Canyon del campione del mondo Alejandro Valverde utilizzato nel 2019, le due Colnago con cui Tadej Pogacar ha portato a termine una storica doppietta alle Strade Bianche (2024 e 2025).
Poi si vola nel presente con la Dogma F Edizione Speciale Giro 50 utilizzata l’anno scorso dalla Ineos Grenadiers per la tappa con partenza da Treviso. Fra le altre specialissime, in arrivo due Bianchi che saranno rivelate a brevissimo.
«Non è finita qui», annuncia Carola Gentilini, direttore del Museo del Ghisallo, «Arriveranno ulteriori pezzi a sorpresa che andranno a completare il mosaico di questo racconto in onore dell’anniversario del museo. A tutti l’invito a venire al Ghisallo per festeggiare di volta in volta con noi un compleanno tanto speciale. ‘20 bici per i 20 anni’ si configura così come un racconto dinamico, destinato a crescere nel tempo, capace di accompagnare il pubblico lungo tutta la stagione del Ghisallo, trasformando la visita al Museo in un’esperienza in evoluzione, dove ogni ritorno può rivelare una nuova “candela” accesa».









