Diverse osservazioni di appassionati mostrano che, a parità di watt, pedalare su uno smart trainer in modalità ERG (ergonomica) può richiedere uno sforzo maggiore rispetto alla strada, soprattutto per ciclisti master con FTP nella media, intorno ai 4 W/kg. La resistenza impostata dal trainer, unita alla mancanza di inerzia reale, fa sì che sotto le 90 rpm la pedalata diventi più “piantata”, richiedendo maggiore sforzo muscolare per mantenere la potenza richiesta. Anche chi ha esperienza fatica a mantenere il ritmo nei passaggi più intensi, rendendo evidente la rigidità del sistema.
I rulli utilizzati sono smart trainer classici, di diversi marchi, tutti con modalità ERG. La maggior parte dei ciclisti si allena meno di dieci ore a settimana, e per svolgere correttamente gli allenamenti diventa necessario abbassare leggermente le zone di potenza rispetto a quelle previste su strada. Questo adattamento trova conferma nel feedback dei praticanti: il lavoro impostato corrisponde meglio alla percezione dello sforzo e permette di completare gli intervalli senza sovraccaricare le gambe.
Nei cambi netti di potenza, sia su intervalli brevi sia su lavori più lunghi, il rullo evidenzia la sua rigidità. La transizione è immediata, senza alcuna progressione naturale come avviene su strada, e richiede che la pedalata sia già pronta e brillante. La cosiddetta “frullatina” pre-ripetuta aiuta a preparare le gambe, aumentando la cadenza iniziale, ma anche con questo stratagemma l’efficacia dell’intervallo dipende dalla capacità di mantenere rpm elevate e di rispettare le zone di potenza impostate. I passaggi tra zone diverse, ad esempio da Z1 a Z3, non comportano cambi percepibili marcati, ma il carico immediato rende evidente l’importanza della tecnica e della gestione del gesto.
L’importanza della cadenza
La cadenza gioca un ruolo determinante nella percezione dello sforzo. Sotto le 90 rpm, la resistenza del rullo aumenta sensibilmente e la pedalata richiede più forza per colpo. Chi non riesce a mantenere il ritmo vede immediatamente aumentare la difficoltà, mentre chi mantiene la cadenza riesce a sfruttare meglio la progressione del gesto. La frullatina iniziale può aiutare, ma non sostituisce la costanza di ritmo e la precisione nel movimento.
Il confronto con la strada mette in luce differenze significative. Su strada, le transizioni di potenza sono più morbide: la forza può essere modulata e l’inerzia della bici permette di entrare gradualmente nel ritmo desiderato. Sul rullo, invece, la resistenza è vincolata al trainer, le variazioni di potenza sono istantanee e la pedalata non beneficia di nessuna progressione naturale. Questo rende più evidente la rigidità del gesto e richiede maggiore concentrazione e brillantezza nella pedalata.
Il rullo ERG non rende il lavoro più duro in senso assoluto, ma mette in evidenza rigidità e immediatezza della pedalata. La gestione della cadenza, l’adeguamento delle zone di potenza e la preparazione del gesto restano fondamentali. La frullatina pre-ripetuta è utile per avviare il movimento, ma il vero vantaggio deriva dalla costanza nella pedalata e dalla precisione tecnica. Rispetto alla strada, dove le transizioni sono più progressive, il trainer espone i limiti del gesto e la capacità di controllare il carico.














