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giovedì, Settembre 10, 2026

ARI-Audax, il bilancio 2025 e le prospettive nelle parole del presidente Repossini

ARI-Audax
Il Meeting d’Autunno ha concluso ufficialmente il 2025 di ARI-Audax.
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Il Meeting d’Autunno di Matera, che ha chiuso il 2025 dell’ARI-Audax, ha dato modo di tracciare un bilancio dell’attività svolta nel campo dei brevetti e delle randonnée e di fare chiarezza sulle prospettive future. L’appuntamento lucano è stato anche l’occasione per premiare i campioni della stagione appena terminata e per presentare il calendario 2026, ricchissimo di eventi. Ne abbiamo parlato con Mino Repossini, presidente di Audax Italia.

«Per il prossimo anno si è registrata un’inattesa … esplosione», esordisce Repossini. «In assenza dei brevetti qualificativi per la Parigi-Brest-Parigi, che si svolgerà nel 2027, era logico prevedere una flessione del numero degli eventi, ed invece sono proprio le randonnée su distanze più elevate a registrare il più marcato impulso: nel 2026 avremo nove 600 chilometri e sedici 400 chilometri».

Ma l’aspetto più sorprendente riguarda la presenza in calendario di ben tre over 1000.

«Sarà una stagione intensissima per i più inarrestabili macinatori di chilometri: la Sicilia Non Stop a fine maggio, la Alpi4000 a giugno e la nuovissima Firenze-Roma-Firenze ad agosto. Si potrà partecipare a tutt’e tre e chi vorrà limitarsi ad una non avrà che l’imbarazzo della scelta. Tre percorsi da far sognare».

In che acque naviga ora il movimento del randonneur?

«Ottime e sane. Nelle stagioni che non coincidono con la PBP è saggio non aspettarsi un trend in crescita, è già un successo trovare una stabilità. I numeri del 2025 sono più che confortanti, la conferma di un settore ciclistico che gode di buona salute».

ARI-Audax
Mino Repossini, presidente di Audax Italia.

Quali i numeri?

«Per tracciare il proprio bilancio, ARI-Audax ricorre a quattro indicatori oggettivi».

Vediamoli uno ad uno.

«Il numero degli organizzatori. Nel 2025 sono stati 113, nessuna flessione rispetto all’anno precedente».

E le manifestazioni?

Gran Fondo Tre Valli Varesine

«Secondo dato. Hanno tenuto alla grande. Anzi sono aumentate: da 142 a 147”».

Il terzo indicatore?

«I soci iscritti ad ARI-Audax. In crescita, seppur lieve, anche quelli, passati da 1.402 a 1.416».

Non c’è nessuna nota stonata…

«Se vogliamo c’è, ma insignificante. Riguarda il numero degli omologati, ossia dei ciclisti che nel 2025 hanno portato a termine nel tempo concesso i vari brevetti. Sono passati dai 9.200 dell’anno precedente a 8.300. Ma va detto che la ‘perdita’ è stata compensata dagli omologati gravel, un mondo in costante crescita, che nel 2025 sono risultati 1.500. In sostanza, nessuna perdita di rilievo».

Si prospetta allora un’altra stagione di successo…

«Senza toni trionfalistici e senza aspettative irrealizzabili. Negli ultimi anni si è registrato un enorme calo di partecipazione in quasi tutti gli eventi ciclistici organizzati, almeno quelli più classici, come le gran fondo e di riflesso anche per i brevetti  non è saggio attendersi uno sviluppo di grandi dimensioni».

ARI-Audax
I soci iscritti ad ARI-Audax sono in crescita.

Qual è la chiava di lettura per capire le cause di questo generalizzato clima di disaffezione verso il tipo di manifestazioni più tradizionali? 

«Fino al recente passato per poter affrontare un percorso di loro interesse i ciclisti dovevano nella maggior parte dei casi appoggiarsi ad una manifestazione organizzata, tipo una gran fondo, una cicloturistica, una randonnée. Ora sono aiutati dai Gps, si scaricano le tracce e vanno per conto proprio, partono quando vogliono, arrivano quando vogliono e non devono pagare tasse d’iscrizione».

Poi c’è molta più concorrenza… 

«L’offerta è molto più varia. Una volta c’erano solo le gran fondo e le cicloturistiche. Poi sono arrivati i brevetti, ora anche le ultracycling, la gravel, un mondo in crescita esponenziale, e la bike-packing, che attira un sempre maggior numero ai appassionati. Quello del ciclismo amatoriale è un settore in grande e continua trasformazione».

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